I numeri della paura

Cinque disegni di legge, formulati apposta per fare contenti tutti, eppure ai due ministri autori del marchingegno i tre colleghi di governo hanno sdegnosamente risposto continuando ad astenersi, convinta solo la sempre ligia Emma Bonino. Cinque disegni, non decreti, devono andare in Parlamento, contando, non si capisce per quale ragione, vista la pochezza incosciente di alcuni punti e la carica dipietrista di altri, su una supposta mano tesa dell'opposizione; oppure ancora una volta Giuliano Amato e Clemente Mastella avranno scherzato. Si è astenuto anche uno dei beneficati, il solito Paolo Ferrero, quello che si definisce il ministro dei clandestini, e che ha ottenuto un nuovo permesso di soggiorno per sanare situazioni di presenza straniera illegale. Non gli è bastato, non lo convince la sicurezza urbana, per lui è il nuovo fascismo.
Basterebbe l'attenzione minima che il governo Prodi riserva alla nostra vita quotidiana per farci sentire poco sicuri. Basterebbe, anzi avrebbe dovuto suscitare scandalo, che a presentare la Carta dei Valori, ovvero le regole che l'Italia stipula con i cittadini musulmani tutti, quindi anche con i laici e i liberali, con le donne che si battono per l'integrazione, Amato sia andato venerdì scorso in pompa magna alla Grande Moschea di Roma. Venerdì è giorno di preghiera, per forza. Lo stesso giorno il Giornale pubblicava la storia di un grazioso posticino a Brescia dove imam improvvisati e meno insegnano la fatwa, la maledizione che perseguita fino a morte chiunque ne sia colpito, perché ucciderlo è dovere di ogni buon musulmano. Forse sono tra quei clandestini che il ministro Ferrero vuole rapidamente sistemare. Magari andranno a lavorare nella megagalattica moschea di Bologna, che il sindaco Sergio Cofferati vuole costruire a ogni costo, anche se ne esiste una più che sufficiente. O in quella di Colle Val d'Elsa, pure gigantesca e inutile, visto che i musulmani nella zona sono non più di duecentocinquanta, contro la quale ostinatamente si batté Oriana Fallaci.
Ecco che, sentendoci molto più che sicuri, arrivano infausti i numeri di un esauriente rapporto della Caritas, alla quale si spera che il ministro Ferrero non attribuisca malevoli intenzioni ratzingeriane. Nel 2006 il trend di crescita (700mila in un anno) è stato tale che, se sarà confermato, farà arrivare fra 20-30 anni gli stranieri a 10 milioni. È aumentata la presenza delle donne rispetto agli uomini (49,9%), c'è da tremare sapendo che l'85 per cento di loro vive segregato. Il 18,4% sono minori, una gran parte costretti a elemosina e furti. I rumeni, col 15,1% di presenza, sono la comunità più numerosa, perfino Walter Veltroni ormai ne denuncia la pericolosità; seguono i marocchini (10,5%), gli albanesi (10,3%), gli ucraini (5,3%). Sei immigrati su 10 vivono al Nord; al Centro c'è il 26,7%, al Sud il 10,2% e nelle isole il 3,6%. Gli stranieri irregolari intercettati nel 2006 dalle forze dell'ordine sono stati 124.383, già pochissimi. Di questi solo il 36,5% è stato rimpatriato effettivamente, tutti gli altri tornano, in compagnia, visto che da noi si manda via per finta.
Del nostro mare la Caritas scrive che è uno sconfinato cimitero. Sulla nostra terra sei italiani su dieci dicono di aver paura.
Maria Giovanna Maglie