Con i nuovi ticket al pronto soccorso l’assistenza funziona come una roulette russa

Con l’inizio dell’anno arrivano i ticket sul pronto soccorso per i casi non gravi, i cosiddetti codici bianchi e verdi. Tutte le volte che sono stata al pronto soccorso nessuno mi ha mai detto che colore era stato attribuito alla mia urgenza. Finalmente lo sapremo. Il ricorso al pronto soccorso diventa una specie di roulette che potrebbe assumere i connotati di quella russa. Chi si reca in ospedale lo fa perché non ha competenze mediche tali da poter giudicare autonomamente la gravità del proprio malessere, né ha alternative a portata di mano come il medico di famiglia; se avesse tali conoscenze non andrebbe certamente al pronto soccorso ma ricorrerebbe alla automedicazione senza intasare le strutture pubbliche. Spero che chi ha preso questa decisione si renda conto che ora i casi di malasanità non potranno che aumentare. Lo screening e l’attribuzione del colore corrispondente sarà effettuata da semplici infermieri, i quali pur riconoscendo la loro preparazione e la loro professionalità, non hanno di certo le capacità di un medico vero e proprio, potrebbero quindi non sospettare l’esistenza di patologie più gravi. Aumenterà la percentuale di pazienti che dissuasi dal pagamento di un ticket deciso in base ad un giudizio basato su una semplice descrizione verbale sintomatologica, decideranno di tornare a casa. Un numero molto inferiore di patologie gravi verranno diagnosticate o rischieranno di non essere affrontate con la necessaria tempestività, degenerando in complicazioni che oltre a mettere a repentaglio la salute del paziente rischiano di costare al servizio sanitario nazionale molto di più del ticket incassato. Cefalea e meningite hanno sintomi simili, nel primo caso c’è il codice bianco e si torna a casa per giunta dopo aver pagato, nel secondo è d’obbligo il ricovero d’urgenza con codice rosso sicuro. Ne vale la pena?