I pacifisti del web si sbagliano: la rete è bella se è litigarella

A furia di dire che la rete è democratica e trasparente, si finisce col pensarla come un mare in calma piatta, dove tutti navigano in pace. Ma invece...<br />

A furia di dire che la rete è democratica e trasparente, si finisce col pensarla come un mare in calma piatta, dove tutti navigano in pace. Se c’è un luogo, invece, dove, sotto sotto, impazzano le più furibonde liti questo è lo spazio web, dominato da odii, invidie e rivalità senza precedenti. Un sentore di tali agitazioni sotterranee si è avuto l’anno scorso con la controversia tra Julian Assange, figura-chiave del fenomeno Wikileaks, e il suo partner tedesco Daniel Domscheit-Berg,col quale le controversie interne andavano avanti da anni. Messo alla porta dal chiacchierato Julian,Domscheit-Berg non solo si è portato via il software di Wikileaks e vari dati segreti, ma quest’anno ha pubblicato un libro sull’ex-sodale, che definire velenoso è riduttivo.

Entrambi sono finiti in tribunale, ma nessuno dei due vincerà: se Assange conferma la propria cattiva fama,con l’odiografia dell’ex-partner, il tedesco recita la parte del traditore. Tuttavia non è questa la lite delle liti, bensì la contesa Larry Page versus Mark Zuckerberg. Il primo, fondatore della più potente impresa internettiana, Google, vuole che gli utenti s’indirizzino tramite il suo marchio. Zuckerberg, invece, il padre fondatore di Facebook, al quale è dedicato il bel film omonimo, vuole che i surfer abbiano nella sua creatura l’unico punto di riferimento. Di fatto, solo chi ha il maggior numero dei dati degli utenti guadagna più soldi. Chi avrà la meglio? Forse Facebook: Google è più estesa, ma il “libro di facce” rastrella più informazioni (perciò viene criticata). Appartiene ormai alla tradizione la disputa tra Shawn Fanning e il gruppo rock dei “Metallica”. Quando l’allora 18enne americano Fanning fece di Napster la prima borsa di scambio in Internet, venne su un’intera generazione di ragazzi, che con l’MP3 innervosiva parecchio l’industria musicale e diverse band, prima tra tutte i “Metallica”, i cui brani erano scaricati senza pietà.

Se Napster è finita gambe all’aria, il filesharing è rimasto. 1 a O per i rockers,comunque, che non avranno fermato lo scambio di dati, ma hanno messo Shawn a sedere per sempre,interdetto dalla rete. Del duello tra Microsoft ed Apple si parla da anni. “L’unico problema di Microsoft è che non ha gusto”, dichiara il capo della Apple, Steve Jobs, criticando l’impatto grafico del marchio rivale. Tuttavia, Microsoft nel 1997 ha salvato le terga alla Apple in crisi, versando nelle sue esauste casse 150 milioni di dollari: ora, con IPhone e iPad, Apple è responsabile, in solido, dei problemi creati a Microsoft nella sfera della telefonia mobile. Cartellino rosso a Steve Jobs: a Bill Gates viene riconosciuto il ruolo di pioniere del soft- e dello hardware. E hanno fatto pace Carly Fiorina e la Hewlett Pakard,duellanti sulla questione: chi ha danneggiato chi? Dal 2000 al 2044, la potente manager Carly ha rivoltato come un guanto la HP, cambiandone le strutture portanti e aumentandone gli introiti.Ma il braccio di ferro tra azionisti portò alle dimissioni della Fiorina,”ricompensata” con l’offerta d’una carica politica. E Justin Bieber? Il cantante è una celebrità seguita,su Twitter, da 7 milioni di fans. Senonchè, esistono manipolatori che, in rete, cambiano per esempio date e luoghi dei suoi tour internazionali: lo spediscono in Corea, mentre lui canta a Toronto. Ed ecco Bieber versus 4Chen, aggregatore dei falsi informatori. C’è poi il caso del canadese Stephen Elop, che ha fatto causa alla Finlandia . Da primo capo straniero della Nokia, al collasso quando ne prese le redini,al suo arrivo Elop licenziò l’intero management finnico, assumendo in massa suoi compaesani. E’ vero che il boss di Nokia ha favorito l’identificazione della Finlandia col colosso telefonico, ma il paese dei laghi è nazionalista e non perdona. Pure un politico serio come Wolfgang Schauble (CDU) è corso al foro,per denunciare Internet tedesco: quand’era Ministro degli Interni, hacker ostili gli sabotavano di continuo piani e programmi. Colti pacifisti del web, ne va preso atto: la rete è bella, ma è litigarella.