I Pacs di Marrazzo dividono l’Unione

Massimo Malpica

I «Pacs alla Marrazzo» dividono l’Unione, sollevando in particolare i dubbi dell’Udeur sulla memoria approvata due giorni fa in Regione. Un atto con il quale il presidente Piero Marrazzo ha suggerito all’assessore alle Politiche sociali Alessandra Mandarelli di estendere i benefici previsti dalla legge sulla famiglia approvata dalla giunta Storace alle altre «forme di convivenza fondate su solidarietà e reciproca assistenza morale e materiale». Quanto basta a dare il via a un balletto di accuse, distinguo e precisazioni tra le varie anime della coalizione di centrosinistra. Ma sul tema coppie di fatto anche l’opposizione non è univoca. Se l’Udc con Anna Teresa Formisano attacca Marrazzo per l’«escamotage» scelto per assecondare la sinistra estrema «senza uscire allo scoperto» e Forza Italia con il capogruppo in Regione Raffaele D’Ambrosio si dice contraria «ai sostegni alle coppie di fatto che, posti in competizione con quelli per la famiglia, minano la linearità e costituzionalità della legge», Donato Robilotta del Nuovo Psi invece è pronto a «sostenere e votare» un provvedimento che estenda «i benefici previsti dalla legge regionale sulla famiglia alle coppie di fatto».
Nel ventaglio di reazioni c’è un po’ di tutto. C’è la posizione della Margherita, con l’assessore alla Formazione Silvia Costa che nega l’equiparazione di Pacs e famiglia, mentre Claudio Moscardelli parla di «strumentalizzazioni della destra» e sostiene che «nessun provvedimento che abbia un qualche riferimento ai Pacs è stato posto in atto», ma che quanto approvato in Giunta sia ancora a livello di «intenzioni». Intenzioni pure sufficienti a incassare il plauso dell’Arcigay e del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che si augura che la memoria di Marrazzo sia «l’anticamera di un provvedimento legislativo che riconosca effettivamente diritti sociali, civili ed economici per tutti».
Come si diceva, nell’Unione che con i diessini Enzo Foschi e Giulia Rodano saluta l’uguaglianza tra famiglie di fatto e di diritto, oltre ai dubbi dei Dl è l’Udeur a criticare più aspramente la decisione della Giunta. «Sbagliata nel metodo e ambigua nel merito», spara il capogruppo centrista in Regione, Simone Gargano, lesto a ricordare che l’argomento non era nel programma della coalizione e «non può essere ridotto a una questione da affrontare in giunta, per altro al fuori dell’odg». Immediata la replica di Luigi Nieri, assessore regionale al Bilancio in quota Prc, per il quale quella dei Pacs è invece una questione «di buon senso» ed è «una materia sicuramente della giunta»: «Non è nostra intenzione togliere diritti alle famiglie - chiude Nieri - ma estenderli alle coppie di fatto». Dettaglio che non rassicura Regino Brachetti dell’Udeur, assessore regionale agli Affari istituzionali, «nettamente contrario». «Siamo favorevoli all’estensione dei diritti legittimi - spiega - ma riteniamo sbagliato equiparare le coppie di fatto alla famiglia, su questo non transigiamo». E se per Fabio Desideri della Lista Storace «Marrazzo, ostaggio della sinistra, ha capitolato», il vicepresidente del consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma di An lancia un proposta: far dire la loro ai cittadini del Lazio: «Coppie di fatto sì, coppie di fatto no: perché non indire un referendum popolare?».