I paesaggi del lavoro negli scatti di Arno

Strettissimo, da sempre, il rapporto tra l’olandese Arno Hammacher e Milano. Lui, fotografo nato all'Aja nel 1927, è attivo nel capoluogo lombardo già dalla metà degli anni Cinquanta e nei Sessanta attivò una proficua collaborazione con la Regione Lombardia con servizi fotografici dal taglio etno-antropologico sul paesaggio, sul mondo del lavoro, sugli aspetti culturali dei luoghi. Ora la sua carriera e il suo estro vengono celebrati da una mostra al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica. Fino al 22 febbraio è esposta un'ampia selezione di scatti tratti dal suo archivio personale (circa 90mila immagini). L'esposizione, dal titolo «Il punto di vista di Arno. ARNOhammacher, fotografo, progettista grafico», è divisa in nove sezioni che illustrano gli interessi dell'artista per mezzo di opere realizzate non sono in Lombardia ma anche in Sicilia, Calabria, Sardegna e vari Paesi esteri. Si va dallo studio della natura e delle sue poliedriche forme che da sempre attraggono l’autore (indagine che ha prodotto opere cariche di simbolismi e di attenzione per i particolari), fino alle foto dedicate al paesaggio urbano e industriale, con un approfondimento sui cantieri che ridisegnarono il volto della città negli anni del «boom» economico (costruaione del grattacielo Pirelli, metropolitana). C'è poi un capitolo sulla pubblicità, quello sui murales delle città d'Europa, un altro sul dialogo tra fotografia e scultura e un altro ancora dedicato alle scene di vita quotidiana, dove è fortemente visibile il suo taglio umanista pieno di poetica introspezione, che si contraddistingue per un eccezionale rigore formale. E in ogni frammento si scorge la sua propensione a raccontare la realtà a lui contemporanea senza affidarsi a fronzoli né troppe invenzioni fuorvianti, come se si trattasse di pure registrazioni di fatti. Hammacher viene raccontato anche attraverso intense testimonianze biografiche: accanto alle istantanee della sua infanzia compaiono oggetti e documenti relativi ai suoi esordi nella professione di fotografo: la prima fotocamera, il suo taccuino. L’autore e l’ente museale di via San Vittore sono legati da un vincolo che è di tipo affettivo: quando egli si trasferì a Milano nel ’57, questo fu il primo museo che visitò rimanendone colpito. La sua abitazione si trovava in piazza Sant’Ambrogio, a pochi passi da lì, e Hammacher prese a frequentare e farsi influenzare da quelle sale e dagli oggetti che custodiscono. Lui stesso ha voluto che proprio qui fosse progettata e proposta la sua retrospettiva.
Arno Hammacher,
Museo della Scienza
Fino al 22 febbraio
Info: www.museoscienza.org.