I palestinesi sono con Abu Mazen Il 77% vuole riconoscere Israele

Hamas abbandona le strade, batte in ritirata, nasconde i suoi miliziani. Dopo interminabili discussioni con i leader di Fatah mediate dagli egiziani Ismail Haniyeh, premier del governo dell’Autorità Palestinese controllato da Hamas, ha dato ordine ai tremila uomini della sua nuova milizia di abbandonare le strade della Striscia di Gaza. «Posizioneremo i nostri uomini in zone e luoghi lontani dal pubblico dove non saranno più visibili», ha detto il portavoce dell’esecutivo Ghazi Hamad confermando l’esistenza di un piano per la loro successiva integrazione nelle forze di polizia.
La ritirata è solo la punta d’iceberg di una possibile e imminente disfatta. Il vero bollettino di una sconfitta annunciata è il sondaggio diffuso, ieri mattina, dall’università cisgiordana di Bir Zeit. Secondo quel sondaggio la stragrande maggioranza dei palestinesi è pronta ad accettare il cosiddetto «piano delle carceri», patrocinato dal presidente Abu Mazen, che contempla implicitamente il riconoscimento di Israele. Quei dati sospesi come una spada di Damocle sopra l’esecutivo di Hamas segnalano i rischi e le incognite dell’imminente resa dei conti con il presidente Abu Mazen. La resa dei conti doveva, in verità, esser già iniziata. Abu Mazen, originariamente, aveva dato tempo fino alla mezzanotte di lunedì al premier Haniyeh per accettare i 18 punti del «piano delle carceri». Il no del premier di Hamas avrebbe dovuto far scattare il decreto presidenziale per la convocazione del referendum sul piano delle carceri. Il presidente ha però accettato, su richiesta dell’Olp e di alcune capitali arabe, di prorogare il decreto a sabato prossimo. Il sondaggio sembra la fotografia del disastro a cui va incontro l’esecutivo fondamentalista rifiutando il piano messo a punto nel carcere israeliano di Hadarim dal segretario generale di Fatah Marwan Barghouti e dai prigionieri di quattro organizzazioni tra cui il leader di Hamas Abdel Halek Natshe. Secondo i dati dell’università di Bir Zeit il 77 per cento dei palestinesi appoggia la proposta presidenziale di referendum e vuole votare sì al piano . Una percentuale ancora più ampia, pari all’81 per cento, è pronta ad accettare il documento delle carceri come base per la trattativa con Israele e come traccia per la nascita di uno stato palestinese. Il colpo finale per il gruppo fondamentalista è il dato secondo cui votando oggi Hamas perderebbe il 13 per cento dei consensi fermandosi al 37 per cento contro il 50 per cento registrato ai primi d’aprile. Secondo lo stesso sondaggio il 54 per cento dei palestinesi è convinto che il governo abbia utilizzato e distribuito in maniera ingiusta e scorretta i pochi soldi a disposizione. Il 61 per cento è però contrario a un tardivo riconoscimento d’Israele in cambio di una riapertura dei finanziamenti internazionali.
Con questi preoccupanti dati davanti agli occhi Haniyeh e gli altri leader fondamentalisti devono ora decidere se fare un altro passo indietro accettando entro sabato il «piano delle carceri» o andare al braccio di ferro su un referendum la cui convocazione è considerata illegale dal governo.