I panchinari del Pd in tackle su Veltroni

Illustre Granzotto, dall’alto della sua più volte sbandierata ignoranza di cose politiche, in pratica da uomo della strada come me, crede che Walter Veltroni ce la faccia? O il sogno del partito «liquido», senza congressi o tessere o correnti e relativi capi corrente sta svanendo sotto l’urto della nomenklatura di sinistra al momento in panchina ma che non ha mai cessato di fare riscaldamento?



Non è che di football me ne intenda di più, caro De Bellis. Però mi pare che nel corso del riscaldamento i panchinari qualche calcio lo tirano ed è esattamente quello che stanno facendo i cavalli di razza (ma anche certi ronzini) della sinistra. Tirano calci, all’indirizzo di Veltroni e di tutta la banda del loft. C’era da aspettarseli, anche se non proprio calcioni di tal fatta, calcioni che mirano alla tibia e che fanno male. Un altro avrebbe restituito pan per focaccia (quando il gioco si fa duro cosa fa il duro? Scende in campo), ma Veltroni è Veltroni e dunque risponde a suon di «dialogo». Che è la cosa più bella, giusta e santa che ci sia, però sotto il profilo balistico e cinetico vale una cicca e lividi non ne lascia. E così, mettendo insieme il poco che so di politica e di football, mi par proprio che se il sindaco della Caput Mundi seguita a fare l’abatino, se insomma non si dà una mossa te lo saluto il partito liquido. Il suo Piddì se lo ritrova bello sodo, a mappazza.
Era nell’aria, sa, caro De Bellis? Cosa ci si può aspettare da uno che si compiace di definire l’esecutivo suo liquido partito «una compagine di donne e uomini innovativa, fresca, aperta e autorevole»? E da un preambolo di Statuto (liquido?) che circoscrive la politica a «nobile forma di amore verso il prossimo»? Non voglio pensare che la politica sia quella indicata, con molto realismo, da Rino Formica nei lontani anni Ottanta, sangue e un’altra cosa che per decenza taccio. Però un po’ di nerbo deve averla se no l’amore per sto benedetto prossimo resta una faccenda platonica, estetica. Non dico, per tornare alla metafora calcistica, di entrare a gamba tesa (anche se...), ma qualche tackle di quelli decisi, alla Gattuso, ci vuole. In caso contrario non solo D’Alema, ma anche una Bindi qualsiasi ti va in gol che è una bellezza. Vedremo, caro De Bellis. Queste sono giornate decisive per Veltroni che deve misurarsi con avversari grintosi e ben decisi a non farsi logorare dalla mancanza di potere. E che oltre tutto possono contare sul tifo della curva. Orchestrato da Carlo De Benedetti, editore di Repubblica e pretendente alla tessera numero uno del Partito Democratico. Tessera. Non dichiarazione d’amore.