I panettieri vogliono cuocersi Prodi

da Milano

«A poche settimane dal voto si rifà viva la demagogia elettorale di Prodi, che prende il pane quale proprio bersaglio preferenziale». Edvino Jerian, presidente della Fippa (Federazione italiana panificatori, pasticcieri e affini) ha scritto una lettera aperta al Professore, accusandolo di aver «calpestato» il lavoro dei panificatori. Secondo Jerian, Prodi farebbe bene a «confrontarsi pubblicamente, con numeri alla mano, sulla questione».
«Già l’anno scorso - scrive Jerian - Prodi aveva dichiarato a Radio anch’io che “il pane costava 3 euro (quando va bene) a Bologna, uno e mezzo a Bruxelles, qualcuno di questi prezzi bisognerà farlo ringoiare...”». Allora, scrive Jerian, la Fippa «si era limitata a una nota di protesta, non volendo prestarsi a possibili speculazioni di carattere elettorale». Ma Prodi ha insistito, sottolinea il presidente della Fippa, affermando durante la presentazione del programma al Palalottomatica che «sul costo eccessivo del pane si deve mettere mano, dobbiamo avere il coraggio di metterci il naso dentro».
«Si tratta di affermazioni gratuite e inaccettabili - si legge nella lettera -, allora come oggi lei si occupa della questione in modo superficiale e scorretto, dimostrando di non tenere in alcuna considerazione le oltre 25mila imprese né le centinaia di migliaia di addetti che grazie al pane vivono e mantengono le proprie famiglie. Chiarissimo che non vi è altra finalità se non quella elettorale». Secondo il responsabile dell’organizzazione queste valutazioni «tanto più preoccupanti perché espresse da chi aspira a governare il Paese, non possono più rimanere senza risposta. Se vuole mettercelo, il suo naso, può farlo anche subito. Ma lo faccia confrontandosi con noi seriamente, evitando di ripetere parole d’ordine demagogiche. Siamo pronti a confrontarci in ogni momento, con numeri alla mano. Ma vogliamo farlo pubblicamente. È un invito al quale noi per primi abbiamo diritto».