I Papa Roach, rock adrenalinico

Il gruppo californiano riesce a dare sfogo alla propria impulsiva creatività

Luca Testoni

Non più tardi di sei anni fa, chiunque avesse voluto addentrarsi nel rock duro e contaminato doveva fare i conti con il nu-metal. Roba dura. Urlata e rappata. Muscolare nelle chitarre, granitica nelle ritmiche e che non disdegnava le melodie. Un ibrido che ha avuto tra i suoi principali interpreti i californiani Papa Roach. Sì, quelli di Infest, dal titolo del loro più grande successo commerciale, nonché il primo album (che risale al 2000) per una multinazionale del disco.
Inutile sottolineare che i pezzi di quel lavoro mediavano tra sonorità di ispirazione grunge, hardcore e rap-metal. A fare da sfondo c'erano poi i problemi esistenziali e familiari del vocalist Jacoby Shaddix, carismatico e irrequieto leader del quartetto (il marchio adottato dalla band deriva dal soprannome e dal nome in parte modificato di suo nonno!).
Alla luce dei buoni risultati ottenuti, sarebbe stato logico attendersi che la compagine di Vacaville, località a metà strada tra Sacramento e San Francisco, mantenesse fede allo schema originario. In fondo, formula che vince non si cambia. Non è stato così. Il nu-metal è ormai un ricordo. Piacevole, ma lontano.
Il concetto era chiaro ormai da qualche anno e il nuovissimo lavoro The Paramour Sessions non ha fatto altro che consolidare quanto già emerso timidamente con Lovehatetragedy (2002) e in seguito, in maniera più compiuta, con Getting Away With Murder (2004): oggi la compagine californiana è dedita a una versione riveduta e corretta e in chiave moderna dell'hard rock classico. Uno stile grazie al quale Shaddix riesce a dare libero sfogo alla propria creatività, in bilico tra vena melodica e le solite buone dosi di rock adrenalinico. Il rimare rap, però, è stato definitivamente accantonato.
«Negli ultimi tempi abbiamo jammato insieme per ore ed ore, provando a scavare dentro noi stessi. Abbiamo trovato dei lati della nostra band che sono parecchio differenti da tutte le cose precedenti che avevamo fatto», hanno dichiarato di recente i Papa Roach.
Decisamente insolito l'approccio dei quattro al nuovo disco. Dopo aver deciso che il gruppo avrebbe «vissuto e mangiato musica per 24 ore al giorno», i boys hanno optato per una routine lavorativa capovolta: sveglia alle 20.30, quindi in sala di registrazione a scrivere musica e provare canzoni tirate ed energetiche per tutta la notte e il mattino.
Papa Roach, Rainbow, via Besenzanica 3, ingresso 20 euro