I parlamentari che non hanno tempo neppure per rispondere a una e-mail

(...) Dovrebbe esserlo anche rispondere, ma a quanto pare, a qualcuno il concetto sfugge. Perché cercare di comunicare con deputati e senatori eletti in terra ligure, non è certo cosa facile. Richiede tempo e pazienza. Provare per credere.
Trenta e-mail inviate, danno così «diritto» a cinque risposte. Il 16 per cento dunque. Risposte che hanno un unico comune denominatore: il Popolo delle Libertà. Questo significa che i soli a scomodarsi sono stati i deputati i senatori del Pdl. Con un'unica eccezione: l'Unione di Centro. Per tutti gli altri, il silenzio è d'obbligo. Mi spiego. Passando al setaccio il sito di Camera e Senato ho iniziato a inviare e-mail ai parlamentari liguri, chiedendo loro chiarimenti su temi quali il turismo locale; sicurezza; infrastrutture e mercato del lavoro. Nulla di complicato, ma semplici quesiti o richiesta di informazioni su argomenti di interesse pubblico. Consapevole del fatto che il 5 gennaio riprendevano i lavori alla Camera e il 13 al Senato - abbandonata carta e penna, vecchio strumento di comunicazione che imponeva un bella grafia per lettere importanti - l'8 gennaio dalle 13.30 ho inviato tramite posta elettronica venti e-mail.
Destinatari: Giovanna Melandri (Pd); Andrea Orlando (Pd); Francesco Saverio Garofani (Pd); Mario Tullo (Pd); Massimo Zunino (Pd); Sabina Rossa (Pd); Claudio Scajola (Pdl); Fiamma Nirenstein (Pdl); Sandro Biasotti (Pdl); Gabriella Mondello (Pdl); Eugenio Minasso (Pdl); Michele Scandroglio (Pdl); Roberto Cassinelli (Pdl); Maurizio Balocchi (Lega Nord); Guido Bonino (Lega Nord); Giovanni Paladini (Idv) e Pier Ferdinando Casini (Unione di Centro). Coinvolti nell'esperimento dello scambio epistolare-elettronico, anche il deputato Lucio Barani del Pdl (eletto in Luingiana, una Toscana che sa ancora di Liguria); Manuela Repetti (Pdl) eletta in Basso Piemonte e Giacomo Chiappori della Lega Nord, sindaco del paese imperiese di Villa Faraldi. Tutti insomma legati, per motivi diversi, al territorio ligure.
Ed ecco la prima sorpresa: lo stesso giorno, poche ore dopo (17.35) ricevo la mia prima risposta. È l'onorevole Roberto Cassinelli che mi spiega: «Il Governo nazionale guidato dal nostro presidente Silvio Berlusconi, e in particolare il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola hanno a cuore i problemi della Liguria e dei suoi cittadini, e stanno cercando di intervenire in modo concreto per rilanciare l'economia, per creare posti di lavoro e sostenere le famiglie». Spiegazioni magari non tecniche, ma chiare, anche per chi non mastica politica quotidianamente. Ma l'onorevole va oltre. Alla mia seconda e-mail, quella di ringraziamento, lui risponde ancora: «Mi consideri a Sua disposizione per qualsiasi occorrenza».
Il 15 gennaio (ore 13.18) nella mia posta in arrivo c'è anche il messaggio di Eugenio Minasso. «Non mi disturba affatto e condivido con lei le preoccupazioni riguardo alla mancanza di occasioni di lavoro, per i giovani e anche per i meno giovani - mi spiega -. Mi sto impegnando affinché ripartano le infrastrutture che possano collegare Genova al resto d'Italia e dell'Europa». «Solo partendo da questi progetti ci sarà un nuovo sviluppo e quindi un rilancio delle aziende e di conseguenza nuovi posti di lavoro», aggiunge l'onorevole. Altra risposta pertinente alla domanda, magari un po’ in stole campagna elettorale, ma chiara, sintetica e puntuale.
Il 16 arriva invece una e-mail della deputata Fiamma Nirenstein. Sono le 15.24 e nella mia casella di posta elettronica c'è un messaggio che mi spiega «una piazza che non ci saremmo aspettati». Insomma, è un articolo che tratta di Israele e della crisi con la Palestina. Non è esattamente ciò che speravo di ricevere, considerando che avevo chiesto delucidazioni sulla crisi economica che ha colpito già da tempo la nostra regione. Ma pazienza. L'equivoco nasce forse dal fatto di essermi iscritta pochi giorni prima alla sua «mailing list», il servizio che permette di ricevere in tempo reale le informazioni.
È sempre del 16 gennaio (ore 17.54) la risposta del deputato e leader dell'Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini: «La questione dell'occupazione giovanile in Italia era un problema prioritario per il nostro Paese prima dell'inizio di questa grave crisi, con maggiore forza lo è ora, non solo in Liguria ma in tutte le Regioni», spiega l'onorevole. E gentilmente mi invita ad ascoltare il suo intervento alla Camera, il cui testo è nei resoconti delle sedute pubblicati sul sito www.camera.it, conclude Casini. Risposta completa, e anche questa, ben accetta.
Per il resto tutto tace. Riassumendo: sono trascorsi quattordici giorni, ho spedito venti e-mail e ho ricevuto soltanto il 20 per cento di risposte. Quattro per l'esattezza: tre delle quali da esponenti del Pdl.
Stessa sorte tocca ai senatori eletti in Liguria. Cambio giorno e inizio a spedirle il 9 gennaio.
Destinatari: Giorgio Bornacin (Pdl); Gabriele Boschetto (Pdl); Roberto Castelli (Lega Nord); Claudio Gustavino (Pd); Luigi Lusi (Pd); Enrico Musso (Pdl); Franco Orsi (Pdl) e Roberta Pinotti del Pd. Aggiungo alla lista anche il senatore Luigi Grillo (Pdl) eletto però in Puglia e Rossana Boldi della Lega Nord eletta in Basso Piemonte.
La tecnica è la stessa. Sollevo questioni e domando parere sull'economia regionale, sulle politiche del turismo e sugli interventi in termini di sicurezza.
E aspetto. Ma invano però. Perché l'unico che mi degna di considerazione è il senatore Luigi Grillo. Dopo due giorni ricevo infatti una sua e-mail dal contenuto cortese, in cui precisa la sua disponibilità a parlarne nei suoi uffici genovesi, dove ogni settimana riceve il pubblico e gli amici. Con tanto di numero di cellulare per prendere un appuntamento.
Anche qui la matematica parla chiaro: una settimana a disposizione, dieci e-mail inviate, una sola risposta. Un dieci per cento che permettetemi, non onora nessuno.
Né politici, né singoli cittadini.