«I parroci raccolgono firme contro le moschee»

I parroci di periferia in campo per dire no ai minareti. Secondo la Lega la mobilitazione nelle parrocchie è già una realtà, organica alla campagna che il Carroccio sta per portare in piazza: da oggi i militanti leghisti - lo ha annunciato ieri il capogruppo leghista in Consiglio comunale Matteo Salvini - saranno con un banchetto «a disposizione dei milanesi che vorranno partecipare alla raccolta di firme per dire no alle moschee in città. Siamo convinti che i milanesi la pensino come gli svizzeri», la sua opinione.
«Stop ai minareti. Moschee a Milano? No grazie» è lo slogan scelto per la campagna. Obiettivo 100mila adesioni: Salvini ha già chiaro come utilizzarle: «Le presenteremo al sindaco e al prefetto, perché ne possano discutere con i filo-islamici del Pdl». Un riferimento diretto a quanti, nel partito di maggioranza e anche a Palazzo Marino, stanno cercando una soluzione al problema luoghi di culto, con la «benedizione» del ministro Maroni, che ha chiesto al prefetto di compilare un censimento della presenza musulmana in città per individuare le zone in cui il fabbisogno di luoghi di culto è reale. E infatti il vicesindaco Riccardo De Corato commenta: «Mentre Maroni accelera sulla normativa che dovrebbe disciplinare i luoghi di culto, il suo partito frena. Il Carroccio procede a singhiozzo». De Corato d’altra parte aggiunge che chiedere ai milanesi cosa ne pensino è «assolutamente giusto». Per il vicecapogruppo del Pdl Carlo Fidanza «mettere la testa sotto la sabbia di fronte alla presenza islamica in città è da irresponsabili». «Un conto è la sana competizione fra alleati», altro la «propaganda a danno degli alleati» osserva.
La Lega porta avanti anche un’iniziativa legislativa che introduce un referendum - «vincolante» sottolinea Salvini - per attribuire ai cittadini la scelta sulla moschea. Salvini ha chiarito che il voto sarebbe previsto «per ogni luogo di culto, chiese, sinagoghe, templi di ogni tipo», pur prevedendo che «nessuno avrebbe da ridire se si costruisse una chiesa evangelica o valdese». «Per la Lega - comunque - non c’è spazio per una moschea in città». Una posizione - secondo Salvini - condivisa anche da cinque o sei uomini di chiesa, disposti a partecipare alla raccolta di firme: i moduli - ha detto - saranno distribuiti presso comitati di via, negozi e parrocchie. E i parroci anti moschee - anticipa Salvini - potrebbero partecipare alla presentazione dei primi dati sulla campagna. Sulla mobilitazione dei parroci la Curia si mostra alquanto scettica: «Non sappiamo niente di parroci disposti a fare questo», ha commentato l’ufficio per le Comunicazioni sociali della Curia, limitandosi a un «siamo in attesa di vedere la proposta» per quanto riguarda il referendum su nuove moschee e nuove chiese.
La Lega intanto promette battaglia anche sul piano-rom di ministero dell’Interno e Comune. Il Carroccio approva le risorse destinate agli abbattimenti e alla messa in sicurezza dei campi con videosorveglianza. Promuove anche gli interventi per i minori e le misure per l’inserimento lavorativo, ma esclude che i fondi pubblici possano essere destinati ai nomadi per l’acquisto di case: «Questo fondo di accompagnamento sarà oggetto di approfondimento con il Comune» annuncia Salvini. Un passo indietro è stato chiesto anche su via Idro: «Vedremo se sarà lì il campo di transito dei nomadi, di sicuro ci saranno 150 persone al massimo, in una sorta di campeggio aperto anche ad italiani».