I partigiani lanciano l’appello alle primarie

Resistenti, sempre. Anche quando non sarebbe il caso. Ma tant’è, l’Anpi, l’associazione dei partigiani (rossi) d’Italia si considera in «servizio resistente permanente effettivo» anche a più di sessant’anni dalla fine della Resistenza storica. Ma se, a resistere vivi e vegeti, sono solo pochissimi degli antichi combattenti, ecco che i nuovi virgulti resistenti, che per fortuna non hanno mai preso in mano neanche una cerbottana, si considerano autorizzati a proseguire la lotta. Sul piano ideologico. E adesso, nell’imminenza della consultazione elettorale amministrativa di Genova, sono loro, i virgulti, a lanciare la mobilitazione dei resistenti eventualmente accidiosi perché partecipino (ovviamente, in massa, inquadrati e coperti) alle primarie del centrosinistra. Le ragioni: l’Anpi «considera di grande significato democratico la partecipazione all’appuntamento del 4 febbraio», e per questo si è sentita in dovere di scrivere una lettera-appello a soci e simpatizzanti invitandoli «Alle urne, alle urne!». Nel documento di base del programma del futuro sindaco sottoscritto dai tre candidati - spiega ancora la lettera dell'Anpi - c'è scritto: Genova è una città in cui si prosegue e si rinnova la migliore tradizione democratica nata dalla lotta di Liberazione e che nella Costituzione repubblicana sintetizza identità e culture politiche. «Noi ci sentiamo di condividere e sostenere questa affermazione - prosegue l'appello - e perciò scegliamo di non rimanere indifferenti a un appuntamento così importante. Aiutiamo la partecipazione dei cittadini al processo democratico. Partecipiamo alle primarie - conclude la lettera - e invitiamo i nostri iscritti, le donne e i giovani che ci sono stati vicini nella battaglia per la difesa della Costituzione a essere protagonisti di un momento importante di democrazia. Anche con questo atto porteremo il nostro contributo, come sempre, forti di quei valori, per costruire una democrazia compiuta». Chissà se la professoressa Marta Vincenzi scoprirà da chi hanno copiato. Gli alunni Scalfaro Oscar Luigi e Borrelli Francesco Saverio sono fra i più indiziati.