I partiti spendono 80 milioni ma il rimborso è pronto

La legge consente la restituzione dei soldi in cinque rate. Compresa l’ultima legislatura

Il conto è salato, ma solo all’apparenza. Sotto sotto, un cavillo all’amatriciana permetterà a tutti di riprendersi il loro. E grazie a un preciso sistema di rimborsi, per magia i conti torneranno in pari. Se non in attivo, ma qui è meglio non malignare troppo. Stiamo parlando della campagna elettorale. Fatte spannometriche somme, il totale dei soldi bruciati nel prossimo mese per tamburellanti quanto convincenti «Vota Antonio» toccherà gli 80 milioni di euro, spicciolo più spicciolo meno.
Tanto infatti uscirà dalle casse delle cinque formazioni principali in lizza in questa competizione (Pdl, Pd, Lega, Sinistra arcobaleno e Udc) che, ognuna a diverso titolo, sceglieranno modalità e strategie per convincere il maggior numero possibile di italiani.
I democratici veltroniani ad esempio hanno stanziato una somma compresa tra i 15 e i 18 milioni. Quattro di questi se ne andranno per confezionare manifesti, il resto verrà utilizzato per inserzioni sui giornali e manifestazioni locali. Il Pd punterà molto anche sui pranzi a inviti con quota di partecipazione fissata a mille euro. Si pescherà anche nelle tasche dei candidati: ognuno dovrà metterci tra i 40 e i 60mila euro.
Il budget del Popolo della libertà è più alto: 20-30 milioni. Oltre a manifesti e inserzioni una fetta della torta è destinata ai gazebo installati nelle varie città.
La Lega Nord ha un target basso: due milioni e mezzo di euro, sufficienti per le iniziative locali a basso costo, come i comizi, invece che su un battage più intenso attraverso media o carta stampata.
L’Udc conferma lo stesso stanziamento di due anni fa: 16 milioni; mentre la Sinistra arcobaleno ne mette a bilancio otto di cui due destinati ad appuntamenti locali e i restanti sei per propaganda vera. Ha dovuto correggere al rialzo le proprie stime La Destra storaciana che contava di farcela con due milioni e ne spenderà 5: colpa di un simbolo corretto in corsa per ordine della Cassazione. Un milione l’ammanco previsto per i socialisti di Boselli.
Ma attenzione, e qui sta la sorpresa, tutti potranno dormire sonni beati. La legge, una volta insediate le Camere, consentirà un rimborso fino a 425 milioni in cinque rate annuali (la prima del 40%). Ma non solo. I partiti continueranno a incassare il rimborso delle spese dell’ultima campagna anche se la legislatura è finita anzitempo. Per legge!