I pasticci di Vendola: sprechi e doppi incarichi

Nonostante le promesse, nella Regione Puglia governata da Nichi le
uscite discutibili abbondano: 220mila euro per dépliant e arredi nuovi. E
l’assessore Nicastro non ha badato a spese: 16mila euro per scrivania
in noce, poltrone, sedie e libreria

Roma - Gran paroliere, poeta per hobby, affabulatore per mestiere. O insuperabile parolaio? Perché «se la pubblica amministrazione ha una funzione ancillare del sistema di potere», allora, «bisogna ricostruire un’igiene istituzionale», sennò la destra continua a «mutare la morfologia italiana». La soluzione? Va da sé, «mettere in piedi un dispositivo di linguaggio, un codice, un’utopia». In questi arzigogoli linguistici vendoliani ci si può facilmente perdere, e alla fine credere che, mutando il linguaggio, muti anche la politica. Quando però l’utopia si fa realtà, si vede che non è poi niente di che. Tra rapporti ambigui, spese discutibili e doppie cariche in Regione, la rivoluzione vendoliana somiglia ad una chincaglieria made in Taiwan, nuova ma già vecchia. Del resto Nicola detto Nichi, che si presenta come l’uomo nuovo, è in giro almeno da una ventina d’anni, tra direzioni Pci, Rifondazioni comuniste e vari scranni parlamentari. E anche in Regione Puglia la cosiddetta primavera vendoliana mostra i segni dell’età.

Vendola si è a lungo tenuto al suo fianco, nel delicatissimo ruolo di assessore alla Sanità, uno come Alberto Tedesco, poi indagato (e dimessosi) dalla procura antimafia di Bari per associazione a delinquere e corruzione. Anche se fin dall’inizio era noto (lo scrisse Repubblica nel maggio 2005) il suo conflitto di interessi, visto che «la moglie e i tre figli hanno partecipazioni azionarie in alcune società che commercializzano in Puglia prodotti farmaceutici e parafarmaceutici». Cambiato qualcosa? Mica tanto. Ora, senza alcuna rilevanza giuridica ma solo di opportunità, c’è un altro conflittino, stavolta in capo all’assessore-magistrato dell’Idv, Lorenzo Nicastro. Il quale è appunto assessore all’Ambiente ma anche consigliere regionale, quando le regole dell’Idv prevedono che le doppie cariche siano incompatibili. Di Pietro lo disse a maggio, subito dopo la nomina del suo uomo nella giunta Vendola: «Questione di settimane, poi Nicastro dovrà scegliere e decidere se restare assessore o restare consigliere. Per noi è un grave conflitto di interesse ricoprire entrambi i ruoli». Non è successo nulla.

Anzi, qualcosa è successo. La nuova giunta si è mossa rapidamente. Soprattutto per cambiare scrivanie e sedie negli uffici degli assessori. Lo racconta la Gazzetta del Mezzogiorno: 110mila euro per i mobili nuovi. Anche qui Nicastro eccelle. Ad altri sono bastati 3.300 per rifare il look dell’ufficio, al magistrato dipietrista invece sono serviti 15.996 euro. Così tradotti in mobilia: «Scrivania legno noce modello IT 23 C», 2.081 euro più Iva; «Cassettiera portante legno», 1.331 euro più Iva, «Tavolo riunioni in legno noce» 2.850 euro più Iva, «Allungo collegato in legno noce», 1.300 euro più Iva. Poi due poltrone in pelle nera, otto sedie per tavolo riunione, e una libreria, sempre in noce, che costa 3.000 euro più Iva.

Ma dagli uffici della Regione escono altre cose. Un documento interno, che una fonte insospettabile consegna al Giornale, elenca tutte le imperdibili pubblicazioni istituzionali e le brochure fatte stampare (in abbondante numero di copie) dalla Regione per pubblicizzare l’operato del governo vendoliano (pardon, per «agganciare la società al tessuto connettivo della politica intesa come polis che dialoga con la cittadinanza attiva»...). Ebbene, negli ultimi due anni nemmeno conclusi, 2009-2010, la Puglia di Vendola ha esternato in forma cartacea sfornando undici memorabili volumi e depliant informativi, per totali 109.234 euro. Che vanno aggiunti alle altre spese per le iniziative editoriali vendoliane tra il 2006 e il 2008, altri 57mila euro circa. Per raccontare quali straordinarie e poetiche imprese? Per esempio quella summa di nuova politica che è la «Brochure sociale 2005-2010 - Resoconto ai cittadini del lavoro svolto dall’Assessorato alla trasparenza». Volume trascinante, tirato in 9mila copie per il costo di 17.200 euro.

Un altro cadeau editoriale della giunta dev’essere quel «Percorsi di cittadinanza attiva» che ha meritato la stampa di 10mila copie. Costo: 26.500 euro. E altre perle del genere, sempre per far crescere «il tessuto connettivo sociale che...etc». Anche se qualcuno, in Regione, racconta di pile di quei volumi, su cui non si posano le dita della cittadinanza attiva per sfogliarli e abbeverarsi della rivoluzione vendoliana, ma solo strati e strati di polvere.