I pendolari: «Arrivano più treni ma non bastano»

Non basta. Il messaggio del coordinamento delle associazioni dei consumatori e dei pendolari ferroviari della Lombardia è chiaro. Dopo l’incontro con l’amministratore delegato di Trenitalia Elio Catania i comitati si dichiarano «insoddisfatti» del piano di sviluppo. Piano che però è consistente e prevede investimenti per 250 milioni di euro, di cui 130 cofinanziati dalla Regione, per l’ammodernamento della flotta regionale e l’introduzione di nuove tecnologie. Sono in arrivo 37 nuove locomotive e 5 nuovi treni composti da 40 carrozze a doppio piano. «I nuovi acquisti non sono sufficienti a garantire che in autunno non si verifichino i disagi dell’anno scorso» spiega Giacinto Brighenti, presidente di Federconsumatori Lombardia.
«Io non faccio promesse - replica l’ad di Trenitalia, Elio Catania -. Ma incontro regolarmente i pendolari e presento i passi avanti. Il raddoppio della Bergamo-Treviglio è un elemento cardine nel panorama di interventi che sta ridisegnando il sistema del trasporto su ferro in Lombardia. Quest’opera, che ha visto lavorare in piena sintonia enti locali e ferrovie italiane, permetterà di elevare in qualità e quantità gli standard dei treni per i collegamenti sia sulle lunghe distanze sia in ambito regionale». Poi Catania ha parlato di sicurezza: «I dati dell’Ue confermano che anche per il 2004 siamo la ferrovia più sicura d’Europa. I nostri piani di sicurezza sono una priorità e su questo non facciamo sconti. È stato accelerato il potenziamento delle opere tecnologiche sulla rete quindi ci sentiamo con la coscienza a posto».
«Servirebbero - spiegano i rappresentanti dei pendolari - investimenti per un miliardo di euro in più rispetto a quanto già stanziato. E chiediamo il potenziamento del servizio informazioni sui convogli e l’inserimento dell’affollamento delle carrozze come parametro per il conteggio dei rimborsi». Gli indici di puntualità e affidabilità dei treni sulle 29 tratte regionali mostrano un miglioramento. «A gennaio solo sette direttrici su 29 non hanno superato il 5,75% di ritardo dei treni stabilito a contratto - aggiunge Brighenti -. La situazione è migliorata durante i mesi, ma non è ancora sufficiente».
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