I Pensionati mettono in campo il numero uno

L’appello: «Attenti alle imitazioni» In lista molti giovani

Nel marasma dei partiti dei pensionati, o sedicenti tali, anche a Genova e in Provincia il Partito Pensionati, quello storico nato nel 1987, appoggerà il centrodestra. Carlo Fatuzzo, europarlamentare e noto leader del partito, scenderà in campo in prima persona...
Un residente in Lombardia capolista a Genova?
«La mia presenza ha un significato simbolico e serve a far chiarezza agli elettori che potrebbero essere disorientati da questi “partiti” dei pensionati che stanno nascendo come funghi. Ma non è tutto, molti si dimenticano che io qui a Genova sono nato e sempre qui ho terminato i miei studi».
E come lo spiega il moltiplicarsi di liste che portano il nome dei pensionati?
«Sotto un certo aspetto è positivo, in molti hanno capito l'importanza di tutelare la categoria».
Anche se molti nuovi candidati dei pensionati sono giovani?
«Questo forse è un valore aggiunto perché si è compresa l'idea politica che rappresentano i pensionati e la necessità sociale di fare qualcosa per loro. Anche mia figlia da giovanissima ha iniziato a lavorare per i pensionati e dopo vent'anni rappresenta un pilastro per la categoria».
Teme di perdere voti a causa delle nuove liste?
«Credo che chi abbia cercato di creare confusione tra i nostri elettori con lo scopo di farci perdere voti abbia fallito»
Come fa a dirlo?
«Ho commissionariato un sondaggio che ha chiesto a 500 persone di barrare lo storico partito dei pensionati. E i risultati ci dicono che quasi tutte le persone ci hanno riconosciuto nonostante le sinistre somiglianze di altri simboli»
Però, scusi, a complicare la situazione vi ci siete messi pure voi che da destra, siete passati a sinistra e poi di nuovo a destra.
«Abbiamo fatto l'errore di aver fatto vincere Prodi, ma arrivavamo da 5 anni di governo di centrodestra che aveva commesso l'errore di aver promesso troppo».
E invece la sinistra?
«Si è rivelata subito peggiore perché non solo non ha rispettato le promesse ma ha addirittura aggravato la situazione».
Quali promesse?
«Per esempio il pensionamento anticipato alle persone che assistono famigliari non autosufficienti, il raddoppio dell'indennità di accompagnamento, l'eliminazione del divieto di cumulo per le vedove, e tanto altro».
Insomma un disastro?
«Il disastro a dire il vero l'hanno completato non con quello che non hanno fatto, ma con quello che hanno fatto. La legge Finanziaria ai commi 777 e 774 ha fatto disastri per i pensionati. E poi vogliono dare la pensione sociale agli extracomunitari, che non sono cittadini italiani. Noi a questo ci opponiamo».
Il primo impegno del suo partito a Genova e in Provincia?
«Quello di aprire sportelli di informazione gratuiti, gestiti dal nuovo sindaco e futuro presidente, per aiutare tutti quei pensionati ad avere informazioni sui loro diritti, che spesso ci sono, ma non vengono né spiegati né comunicati».
Prima ha parlato di sua figlia: c'è chi l'accusa di nepotismo all'interno del suo partito?
«Accuse infondate visto che è da più di vent'anni che mi batto per aiutare i pensionati».
E come mai così tante scissioni?
«Chiariamo, l'unica vera scissione è quella di Bertone, che però ha mostrato dubbi nell'essere andato a sinistra. È un falso che tutti quelli che si professano “dei pensionati” vengano dal nostro partito. E poi come è possibile che tutti dicano di arrivare da noi e poi, sempre gli stessi, dicano che io faccia un partito famigliare. Allora erano tutti miei parenti?»