I Pensionati pronti a tornare a destra

«Il centrosinistra ci snobba, dopo aver preso i nostri voti? E allora, basta! Il Partito Pensionati è pronto a lasciare la coalizione unionista sbattendo la porta, e a sostenere, nei prossimi turni elettorali, chi ci sa apprezzare»: è una vera e propria dichiarazione di guerra quella pronunciata da Giacomo Bertone, leader dei Pensionati e candidato alla Camera nelle recenti elezioni politiche. A fargli perdere la pazienza è stato, in particolare, il manifesto apparso in questi giorni sui muri delle principali città del Paese per festeggiare la (provvisoria) vittoria prodiana: neanche un accenno ai Pensionati, di cui sul poster non figura neppure un briciolo di simbolo. «Ci hanno già sbattuto fuori - commenta Bertone -. Eppure, abbiamo dato una mano non indifferente alla causa». Il segretario sciorina numeri «pesanti»: il 2,2 per cento in città e in provincia, l’1,8 per cento a livello regionale, 18mila voti al Senato e 17mila alla Camera, 340mila in Italia, «molto di più - insiste Bertone - di tanti altri che, nel centrosinistra ma anche nel centrodestra, hanno addirittura staccato uno o più biglietti per il parlamento. Noi, invece, non saremo rappresentati né a Montecitorio né a Palazzo Madama. Ma non è questo il punto - ci tiene a ribadire Bertone, studi classici, una laurea in Filosofia, lunga frequentazione del seminario e della Dc -. Il fatto è che, a parte la questione dei mancati rappresentanti in parlamento, veniamo sistematicamente ignorati dagli attuali vincitori». La conseguenza, aggiunge il capo dei Pensionati, non può che essere una: ritenersi svincolati da qualsiasi condizionamento, e rendersi «disponibili a un’approfondita riflessione in vista delle prossime scadenze elettorali, a cominciare da quella dell’anno prossimo per il sindaco di Genova, per proseguire con le altre amministrative in Provincia e in Regione». Letto in termini più diretti, questo sta a significare che Bertone e i suoi sono pronti a far convergere i consensi sul centrodestra. «Ma sia chiaro - insiste lo stesso leader -. Siamo disponibili a forme di impegno che vanno contro il sistema partitocratico, e al di là degli schieramenti e delle lobby di carattere ideologico». Infine, la proposizione che diventa un manifesto: «Non inseguiamo poltrone, ma posizioni politiche. Lo sappiano i nostri ormai ex compagni di coalizione, ma anche gli eventuali nuovi alleati. E non siamo disposti a transigere - conclude Bertone - sulle proposte che sono i nostri cavalli di battaglia: la decadenza da tutti i benefici per i parlamentari e i consiglieri regionali non più eletti, e la ristrutturazione del sistema pensionistico per tutti gli alti gradi della Magistratura, delle Forze armate e del Parlamento, in relazione ai versamenti realmente effettuati».