I pentiti del ritocchino: uno su 5 vuole correggere l’intervento

Dopo il ritocchino, il bis. Per correggerlo. È sempre più in aumento il numero di chi è costretto a ricorrere a un secondo intervento di chirurgia estetica per porre rimedio ai danni dell’operazione precedente. Il maggior numero di errori riguarda le protesi mammarie, che interessano l’80% delle operazioni totali. Ma, secondo il New York Times, tra le operazioni che necessitano di ulteriori interventi ci sono anche i lifting e le rinoplastiche. Una conferma per l’Italia arriva dai dati del Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato: la mastoplastica additiva al seno è l’intervento che raccoglie il maggior numero di segnalazioni per presunti errori del chirurgo con il 30% delle lamentele, seguono la riduzione del seno (15%), interventi sui capillari (12%), rinoplastica (12%), blefaroplastica (9%), chirurgia plastica alle orecchie (6%). Secondo un’indagine dell’Isplad (International-Italian Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology) le richieste di un intervento riparatore dopo un precedente andato male sono cresciute del 40%.
Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e microchirurgia presso l’Istituto nazionale tumori di Milano, avverte: «Molti pazienti ancora oggi si affidano a medici scarsamente qualificati che spesso operano in ambulatori non idonei, esaminando superficialmente ogni caso clinico». «Siamo arrivati al punto che si promuove come un vantaggio l’offerta di un re-intervento totalmente gratuito in caso di insuccesso - prosegue Riggio - senza dare spiegazioni chiare di cosa sia successo e soprattutto di come porre rimedio all’errore». I danni sono gravi: «A causa di uno o più interventi progettati e realizzati male, molte donne soffrono per anni, e ne parlano a mala pena con la persona con cui convivono. Una volta operato il seno come peraltro il naso, il volto o il gluteo, non potrà mai più ritornare come prima, e non è sempre possibile rimediare agli errori commessi. Negli ultimi cinque anni la percentuale di pazienti che si sono sottoposti ad una revisione chirurgica più o meno totale è cresciuta fino a raggiungere il 20% del totale».
Un’ulteriore conferma arriva dai dati della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons: il 40% dei suoi chirurghi dichiara di aver dovuto correggere complicazioni causate dall’iniezione permanente di filler eseguita in modo approssimativo in centri e cliniche private, mentre il 20% ha dovuto correggere complicazioni dovute a liposuzione e rimodellamento del corpo. Anche tra le celebrità non mancano i pentimenti. Per esempio Nicole Kidman negli ultimi anni ha mostrato un viso sempre più inespressivo per colpa di trattamenti a base di botulino. Carmen Electra si è pentita di essersi sottoposta ad un intervento di mastoplastica additiva e Victoria Beckham dopo aver effettuato due aumenti di seno è tornata dal chirurgo per farselo ridurre. Lo stesso hanno fatto Pamela Anderson e Demi Moore.