I personaggi che fecero la storia: venti vite da guardare in Dvd

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I personaggi di questa galoppata in Dvd sull’immensa prateria dei secoli sono tra loro diversissimi. Vincitori e vinti, re e dittatori, uomini d’arme e uomini di scienza, geni dell’arte e geni d’impresa, attori e terroristi. C’è perfino un cow-boy per esibizioni pubbliche (venne anche in Italia) Buffalo Bill. In comune hanno una caratteristica: sono tutti protagonisti. Nessuno di loro ha avuto - o ha, se pensiamo al felicemente vivente Bill Gates - un ruolo di comprimario sulla scena del mondo. Quella scena, ciascuno nel suo ruolo, l’hanno dominata o la dominano. Spiace dirlo, ma è così anche per Bin Laden, i cui filmati, quando ci sono, inondano i teleschermi d’ogni parte del pianeta. E così fu per l’ammazzatore all’ingrosso Al Capone, così fu per Lucrezia Borgia (della quale secondo una leggenda nera era meglio evitare gli inviti a pranzo), così fu per Enrico VIII, sconsigliabile come marito.
Consola l’incontrare, scorrendo la lista dei prescelti, coloro che a vario titolo furono famosi solo per gli aspetti positivi della loro azione o del loro insegnamento: come il Mahatma Gandhi, o Albert Einstein, o Enzo Ferrari, il patron delle «rosse», o Sigmund Freud. Leonardo Da Vinci fa parte per sé stesso. Genio universale se mai ce ne fu uno.
Il settore politico - molto nutrito - comincia con Benito Mussolini: che è d’attualità, sessant’anni dopo la fine e l’obbrobrio di piazzale Loreto, quasi quanto lo era stato in vita. Sul suo nome vengono imbastite polemiche piuttosto sterili. Gli antifascisti duri e puri vorrebbero fosse ricordato come ciò che non fu, ossia un despota spietato paragonabile al sodale Hitler (escluso dall’elenco) e al nemico Stalin (che invece è incluso). La mia convinzione, sia o no revisionista, è che Mussolini fu un dittatore condizionato dalla diarchia (ossia dalla presenza del re) e temperato dall’indole italiana. Onnipotente e tonitruante, ma senza ferocia. Con pochi morti, da contare sulle dita d’una mano, in confronto ai milioni fatti dal nazismo e dal comunismo: e senza particolari brutalità poliziesche. Questi riconoscimenti non cancellano di sicuro la responsabilità del Duce per una guerra da lui decisa e risoltasi in catastrofe.
Dopo Mussolini viene Napoleone Bonaparte, uno dei più grandi condottieri d’ogni epoca, che ha dissanguato la Francia ma ha anche portato nel resto d’Europa - pur tra violenze e spoliazioni - le moderne concezioni istituzionali della Rivoluzione francese (le considero valide e determinanti per lo sviluppo dell’Europa). Non possiamo sapere quale traccia permamente John Fitzgerald Kennedy avrebbe lasciato nelle vicende del pianeta se avesse governato a lungo gli Usa. La perennità della sua memoria e la sua aureola di statista derivano più dalla tragica fine che dai risultati raggiunti. Ma era bello, affascinante, carismatico, e se ne andò giovane, come accade a chi al cielo è caro. I filmati che lo ricordano sono struggenti.
Maometto e Yasser Arafat sono - insieme ai truci Saddam Hussein e Osama Bin laden - i volti di quell’universo islamico che tiene in apprensione l’Occidente. Unanime l’esecrazione per Bin Laden e Saddam Hussein, diverso il rispetto per il profeta Maometto, controverso il giudizio su Arafat. Ma i Dvd servono proprio a capire, o a cercare di capire.
Ho definito protagonisti i personaggi di questa serie. Lo sono anche Rodolfo Valentino e Marilyn Monroe, ma con una connotazione diversa. Oltre che protagonisti sono miti, sono simboli d’una realtà che non è quella terrena, ma è quella immateriale e arcana dei film, e del fascino che dai divi e dalle dive scendeva sui comuni mortali.