I personaggi Con l’ex Br anche l’uomo già fermato ad Arcore

Volano le manganellate e ricompare il «ragazzo di Arcore». Evidentemente sono un richiamo troppo forte per Giacomo Sicurello, 23 anni di Desio, balzato agli onori della cronaca domenica 6 febbraio durante gli scontri davanti alla villa di Silvio Berlusconi. Arrestato insieme a un altro ragazzo, passò una notte in guardina per essere scarcerato il giorno dopo e portato in trionfo dai «compagni». E ieri non poteva perdersi lo sgombero della «Stamperia» di via Giannone 8. Già in mattinata lo si vedeva organizzare il trasloco delle masserizie. E qualche ora dopo alla manifestazione per solidarizzare con i «compagni» finiti in questura. Salutato ormai come una specie di reduce a cui si deve rispetto. Ma non era l’unico «reduce» alla manifestazione. Giubbotto, zainetto, pochi capelli, bianchi come la barba, ha fatto la sua comparsa in piazza anche Paolo Maurizio Ferrari, 66 anni portati malissimo. Soldato delle Br fin dalla fondazione, ha passato trent’anni in galera dal ’74 al 2004, per rapine, sequestri di persona e rivolte in carcere. Irriducibile e mai pentito, appena uscito è tornato a respirare aria di rivoluzione, avvicinandosi alle ali estreme del movimento antagonista, come appunto la Stamperia. Chiamato alla lotta, ieri ha risposto puntuale. Come ha risposto puntuale anche Oscar Pace, grosso, pelato, duro e pericoloso. È lui che innesca gli incidenti prendendosela con un cameraman. Il suo però è un passato più da «comune» che da «politico». Nel 1993 uscito da una discoteca insieme a un amico, si azzuffa con altri tre avventori. Tira fuori il coltello e li ferisce tutti, uno in maniera piuttosto seria. I giudici gli contestano il tentato omicidio e gli infliggono sei anni che si sconterà tutti. E all’uscita dal carcere si avvicinerà all’area antagonista.