I personaggi Il Pd, Tullo e Raggi, i buoni selvaggi

Proprio ieri, un nostro carissimo lettore ed amico, Enzo Cincotta, mi ha raccontato un episodio classico di una certa Genova: se ne stava tranquillo sull’autobus diretto dal centro al Lagaccio leggendo il Giornale, quando si è sentito dare una lezioncina di democrazia, di letture e politicamente corrette da un tizio, mai visto prima. A questo punto, Cincotta, che è un pezzo di pane, ma difende con le unghie e coi denti le sue idee, ha aggredito verbalmente l’intollerante verbale e solo l’intervento di un amico ha evitato che la situazione degenerasse.
Ecco, i lettori del Giornale - ovunque, ma anche e soprattutto in Liguria e a Genova - sono questa roba qui. Sono innamorati e appassionati delle proprie idee, che non si limitano a leggere il proprio quotidiano, ma lo amano. E gli straordinari dati di vendita e pubblicitari di questo 2010 ce lo confermano una volta di più, soprattutto se si considera il momento di crisi dell’editoria. Non smetteremo mai di ringraziarvi per questo.
Però, ci teniamo in particolare a una cosa. Amiamo e difendiamo talmente le nostre idee da difendere, con il coltello fra i denti, anche le idee che non amiamo. È lo spirito di Voltaire, troppo spesso citato a sproposito, ma soprattutto è lo spirito liberale. Popolare e liberale.
E così ci piace rendere omaggio oggi a due esponenti del Pd. Anche se non ci piace un Pd troppo spesso ostaggio della sinistra radicale e del giustizialismo, anche quando potrebbe permettersi di non andare a rimorchio di chi urla di più, triste caricatura dei movimenti, triste epigono del partito comunista di una volta.
Ma, per l’appunto, proprio perchè spesso, anzi quasi mai, condivido le sue idee, ci tengo a rendere omaggio a Mario Tullo, deputato Pd e persona perbene, educato, mite, modesto. Con il suo ciuffetto e le sue gote rosse da Macario de noantri e la dolcezza nell’affrontare i problemi. Persino quando li affronta ragionando con l’ideologia. Ma Tullo è rimasto comunista nell’animo, anche nel senso buono della parola, anche quando si tratta di aiutare chi era al suo fianco anni fa ed oggi (...)