I PIACEVOLI EFFETTI COLLATERALI DI VESPA

La notizia apparsa recentemente sui giornali, secondo cui un gruppo di studio scientifico ha appurato che guardare la televisione abbassa drasticamente l’attività sessuale delle coppie ma non nel caso della trasmissione Porta a porta, sarebbe di quelle meritevoli di approfondimento. Si è aggiunta alle stravaganze di cui è piena la cronaca, è stata assimilata alla stregua della celebre rubrica della Settimana Enigmistica Strano ma vero, eppure non andrebbe lasciata cadere nel vuoto. Prima di tutto perché piove sul bagnato, ed è l’ennesima dimostrazione che Bruno Vespa è un uomo proprio fortunato oltreché professionalmente ferrato: l’idea che la televisione spenga il desiderio sessuale è vecchia, e non ci vuole uno studio medico per darle valore, ma che l’unica occasione televisiva per restituirgli il vigore perduto sia sintonizzarsi su Porta a porta è sublime: significa che la trasmissione di Bruno Vespa non si accontenta più di essere il terzo ramo del Parlamento, né limita il suo già enorme bacino di influenza in quanto centro della discussione politica nazionale e luogo privilegiato di discussione mediatica, ma si colloca persino come unica possibilità televisiva di combattere la crisi del desiderio al cospetto di coppie per il resto depresse dalla visione di fiction melense, reality ammoscianti, documentari soporiferi, dibattiti ansiogeni. Deliziosa l’idea che una coppietta passeggi per strada e d'improvviso lui o lei si rivolga all’altro e domandi: vuoi salire da me a bere qualcosa e vedere Porta a porta? Oppure che marito e moglie al termine di una dura giornata di lavoro e di ogni altra bega familiare si corichino a letto pronti al sonno, facciano un po’ di zapping come d'abitudine prima di addormentarsi e d’improvviso, incrociato il faccione di Vespa e sentito squillare il campanello del maggiordomo (forse un segnale freudiano cui nessuno aveva pensato) comincino a guardarsi fissi negli occhi con sguardo improvvisamente allupato, in preda a una rinnovata eccitazione. Fossimo già arrivati al 1° aprile penseremmo a una di quelle notizie messe in giro per burla, ma la primavera è ancora lontana in modo inequivocabile. Quindi pare proprio che si debba accettare questa nuova realtà di un Porta a porta che detta non solo l’agenda politica italiana ma anche quella sessuale. Certo ci saremmo aspettati qualche spiegazione più approfondita del fenomeno, perché uno capisce da solo che certe trasmissioni favoriscono la depressione e a tutto fanno pensare tranne che «a quella cosa lì», ma francamente neanche Porta a porta, almeno finora, pareva afrodisiaco. A meno che il suo costante successo e il gradimento del pubblico, anno dopo anno, non sia dipeso inconsciamente proprio da questo.