I Di Pietro boys vogliono rinviare le nozze

Ieri gli spagnoli da Prodi a Palazzo Chigi, ma a Montecitorio c’è un partito trasversale

da Roma

Gli spagnoli di Abertis hanno scelto la via diplomatica per spianare la strada verso la fusione con Autostrade. Ieri a Roma l’amministratore delegato del gruppo iberico, Salvador Alemany Mas, ha tenuto i contatti con alcuni esponenti politici. Il presidente di Abertis, Isidre Fainé Casas, ha incontrato il premier Romano Prodi, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta.
Fonti finanziarie hanno definito il vertice di Palazzo Chigi «positivo», anche se non sarebbero stati risolti tutti i nodi e non si nasconde ancora il permanere, tra alcuni membri dell’esecutivo, di un malumore per la scelta dei tempi dell’annuncio del progetto di fusione. L’incontro di ieri si sarebbe focalizzato soprattutto, da parte degli spagnoli, sulle garanzie sugli investimenti nelle infrastrutture. Da Barcellona, si ribadisce che «i contatti continueranno ancora fino a domani, prima dell’assemblea per la fusione. La volontà è quella di arrivare a un buon accordo, nel miglior clima possibile». L’esecutivo italiano avrebbe sottolineato la volontà di recuperare, rispetto al passato, l’aspetto «europeista» del governo, non opponendosi quindi a priori all’accordo con un gruppo spagnolo. Un invito a rinviare le nozze è però giunto da Egidio Pedrini, deputato di Italia dei Valori (lo stesso partito del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro), il quale ha rilevato che «essendo l’Anas l’ente di vigilanza sulle autostrade, appare necessario soprassedere al matrimonio Autostrade-Abertis. Troppi, infatti gli investimenti non rispettati da Autostrade». Un chiaro riferimento alla denuncia del ministro sulle carenze nella gestione dell'ente presieduto da Vincenzo Pozzi. Senza contare che a Montecitorio si è formato un partito trasversale contrario alla fusione. Con la prima risoluzione del nuovo Parlamento, nella quale sono confluiti tre testi di maggioranza e opposizione, la commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera si è schierata con chiarezza al fianco del ministro Antonio Di Pietro. Il governo viene impegnato, sulla base anche di giudizi dell’Anas e dell’Authority sui Lavori pubblici, a «valutare compiutamente tutte le condizioni per concedere o negare l’autorizzazione alla fusione», ma anche «ad assumere ogni iniziativa utile per chiarire tutti i termini del progetto di fusione», e a «informare costantemente il Parlamento sull'evoluzione della situazione». Le richieste sulla fideiussione da 2 miliardi di euro sugli investimenti che Autostrade deve ancora realizzare, le garanzie sui futuri assetti della concessionaria Autostrade per l’Italia e sulla presenza del costruttore spagnolo Acs nella nuova Abertis dovranno necessariamente tradursi in un quinto atto aggiuntivo della Convenzione del 1997. Le assemblee di domani, quindi, potrebbero essere interlocutorie.