Ma tra i piloti del Cavallino ora va trovata una gerarchia

Tecnicamente, la Ferrari è apparsa d'un soffio meglio preparata della McLaren nella duplice eventualità asciutto-bagnato, per l'odierno Gp di Monaco. La conferma è giunta dalle velocità di punta in Q3, di circa 3 km/h inferiori, per le macchine italiane, pur con tempi parziali nel terzo settore, il più rapido, mediamente migliori. In ogni caso, non c'è troppo di che esaltarsi, con un Hamilton a 52/1000 da Massa. La vera conquista di Maranello risiede nel fatto che un anno fa, con le vecchie gomme «super soft», esisteva un ritardo dello 0,3% del tempo sul giro, mentre con le nuove «ultra morbide», l'unica gradazione corretta dalla Bridgestone, si è passati alla parità di resa globale. Si potrebbe, quindi, parlare di un progresso della stessa entità, per una vettura che nel 2007 non voleva saperne di dare il massimo con il materiale più soffice, poco redditizio anche per altri concorrenti.
Così, il vecchio spauracchio è cancellato; ma per Massa (1 giro in più in Q3) e Raikkonen, divisi soltanto da 28/1000, restano tenui le prospettive di prevalenza, su un Hamilton peggiore soltanto dello 0,07 %: praticamente la parità, con il solo privilegio di partire davanti (difficoltà nei sorpassi) ai tradizionali avversari, sempre staccati gli altri contendenti. Tutto ciò, nella presunzione di pari peso di carburante al «via», su un tracciato di appena 0,02" al giro per chilo di alleggerimento. Ed è qui che sfugge l'atteso confronto tra i due piloti del Cavallino, per una importante definizione gerarchica. Statisticamente, tolto il Bahrain, Raikkonen ha sempre preferito rifornirsi 1-2 giri dopo Massa, disputando qualifiche e primo «stint» con qualche chilo in più. Ciò è prefigurabile anche in questo gran premio; ma è legittimo chiedersi se sia proprio la tattica migliore.