I piloti del porto, duecento anni al servizio delle navi e della città

«Genova: città delle opportunità e dei talenti». A lanciare la sfida è stato il Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Genova, durante la presentazione della seconda edizione del progetto «Genova. Internazionale 09», nato su impulso della Commissione Education dei giovani imprenditori genovesi. Un progetto che da due anni spinge la città ad accaparrarsi le personalità più innovative, e i giovani talenti. Il convegno di ieri - moderato dalla giornalista Ilaria Cavo - ha messo in relazione l'internazionalità del mondo lavorativo e quello istituzionale con alcuni indici di attrattività assunti dal «Modello della classe creativa» del professore Richard Florida della Toronto University, e applicati alla realtà genovese. «Da una nostra recente indagine emerge - ha spiegato Nicoletta Viziano, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Genova -, che talento e futuro sono i punti di forza della nuova generazione dei trenta-quarantenni, che hanno deciso di rimanere a Genova, mettendosi in gioco e al servizio della città, per ridare speranze alle future generazioni. E se da un lato Genova sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi la sfida della classe creativa con l'Iit, il Cnr, il Festival della Scienza, il Technology Village sulla collina degli Erzelli, la grande industria, le Pmi dell'hi-tech e il porto; al tempo stesso, la nostra città non sembra in grado di trattenere il "talento" e di premiare la voglia di fare». «Altro fattore disincentivante - ha aggiunto - è la politica retributiva allineata su un tenore di vita medio-basso, a fronte di attività produttive e di servizi di livello medio-alto». L'idea che è emersa dal convegno è di una Genova, che per le sue caratteristiche naturali, può e deve trasformarsi sempre più in un distretto «creativo», capace di stimolare investimenti innovativi e di attirare professionalità specializzate. «Non ci dimentichiamo che i talenti, da un punto di vista economico sono anche palanche», ha ironizzato e sintetizzato Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio.