I pirati somali sequestrano nave con 10 italiani

Con quel nome sulle fiancate il Buccaneer il suo destino se l'andava a cercare. E alla fine l'ha incontrato. Dalla mattina di ieri quel rimorchiatore oceanico da 75 metri e il suo equipaggio di 16 uomini - tra cui dieci italiani, cinque romeni e un croato - sono nelle mani dei bucanieri in carne, ossa e kalashnikov che infestano le coste della Somalia e il golfo di Aden. Il comandante del rimorchiatore sequestrato è un abruzzese, Mario Iarlori, 51 anni, originario di Ortona. Gli altri marinai italiani sono originari di Torre del Greco (Vincenzo Montella, Giovanni Vollaro e Bernardo Borrelli), Molfetta (Ignazio Angione e Filomeno Troilo), Latina, Trapani e Teramo.
Da ieri dunque anche il nostro Paese fa i conti con ricatti della Nuova Tortuga somala, e deve scegliere - al pari di Francia e Stati Uniti - tra una rischiosa azione di forza e il pagamento di un riscatto destinato ad alimentare abbordaggi e rapimenti. E il nostro cacciatorpediniere Maestrale, già in zona per partecipare alla missione anti pirateria europea, è pronto a intervenire.
Tutto inizia alle 11 di ieri mattina 70 miglia a sud est di Aden quando il Buccaneer - impegnato da giorni in una lenta navigazione per traghettare due bettoline da Singapore a Suez - si ritrova circondato dai pirati. L'imbarcazione di proprietà della Micoperi di Ravenna non ha, vista la stazza e il tipo d'operazione alcuna possibilità di manovra. Il suo equipaggio totalmente disarmato può solo trasmettere un Sos sperando di venir soccorso dalla squadra navale della Nato dispiegata nella zona o dalle altre unità internazionali.
I primi a raccogliere l'Sos sono gli operatori radio dell'East african seafarers assistance programm (Sap) che dal Kenya monitorano la situazione sulle rotte più calde. Qualche minuto dopo entra in frequenza anche il Corte Real, un vascello portoghese impegnato nell'operazione Allied protector della Nato. Ma la Buccaneer è troppo lontana e il tenente Sergio Carvalho può solo ascoltare il racconto dell'abbordaggio fino a quando, sei minuti dopo, i pirati impongono la fine delle trasmissioni.
Secondo Andrew Mwangura, un esperto dell'East african sap, «gli ostaggi risultano tutti sani e salvi». Anche Claudio Bortolotti, il presidente della Micoper in contatto con l'unità di Crisi della Farnesina, sembra ottimista. «Sono stato informato dell'accaduto via e mail - dichiara Bortolotti - ma ho avuto una comunicazione con l'equipaggio verso le 12. Le ultime notizie sono rassicuranti: la vicenda si potrebbe anche risolvere» .
La caccia al Buccaneer e alla banda di corsari responsabili dell'abbordaggio è intanto già scattata. Il cacciatorpediniere Maestrale, in navigazione intorno a Gibuti, punta verso la zona dell'assalto e la Farnesina fa sapere che si «stanno valutando ed esaminando azioni anche a livello di collaborazione internazionale». L'idea di un'azione di forza resta però alquanto improbabile. Senza un adeguato appoggio aereo e una squadra d'incursori pronti a intervenire l'ipotesi di un blitz simile a quello messo a segno dai francesi resta per il momento improbabile.