«I pizzaioli? Devono avere la patente europea»

L’onorevole azzurro: «Bisogna istituire un esame e un relativo albo: in questo modo nessuno può alzarsi al mattino e improvvisarsi professionista»

da Milano

Senatore Rosario Costa, è proprio così urgente la patente europea dei pizzaioli?
«L’aspetto nutrizionale è certamente parte importante della vita delle persone e delle comunità. Se è vero che la globalizzazione determina problemi sempre più colossali in materia di igiene si capisce l’importanza di preparare adeguatamente gli operatori che producono un alimento di così largo consumo. Pensiamo solo che gli americani mangiano il doppio di pizza degli italiani».
Qui ci vuole una patente mondiale.
«No, dico per dire, ma come c’è l’esame per i panificatori allora si giustifica e si legittima l’esame per i pizzaioli. Bisogna costringere chi prepara questo prodotto tipico a sottoporsi a un accertamento come quello a cui è sottoposto l’aspirante panificatore».
Un esame da pizzaiolo?
«Certo, però per le procedure bisognerà sentire le categorie interessate, questo è solo un disegno di legge».
Pensa sia una questione di interesse nazionale?
«Sì, basta domandarlo all’associazione dei pizzaioli».
Sono d’accordo?
«Uhhh! Ci perseguitano perché si faccia quanto prima. Sennò qui ognuno si alza la mattina e si improvvisa pizzaiolo. Ma vorrebbero anche l’istituzione di un albo professionale».
Addirittura un albo dei pizzaioli?
«Certo, ma tutto va rinviato alla discussione della legge sul riordino delle associazioni e degli albi professionali».
Ma che ce ne faremmo di un ordine nazionale dei pizzaioli?
«Sarebbe un bene anche per la patria perché siamo noi italiani i fabbricanti originali della pizza. Contribuirebbe alla peculiarità del prodotto italiano e al rispetto di regole minime ai fini della salute»
I pizzaioli contano su di lei.
«È chiaro che le associazioni di categoria puntano sui parlamentari che conoscono e che sanno sensibili sull’argomento».
Amante della pizza?
«Sono prima di tutto una persona sensibile alle aspettative delle categorie, e abituato ad ascoltare l’elettorato».