I pm distruggono le intercettazioni dei politici

Sarebbe pronta la richiesta di rinvio a giudizio per Lucianone e altre 4 persone

da Roma

Saranno distrutte tutte le intercettazioni sui politici, tranne quelle che tirano in ballo l'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu. Questo l'orientamento dei magistrati della procura di Napoli che indagano sul filone del «calcio sporco». Una decisione maturata nelle ultime ore dopo aver analizzato e approfondito tutte le conversazioni che direttamente o indirettamente coinvolgono parlamentari e ministri di questo e del precedente governo. I pubblici ministeri Beatrice e Narducci avrebbero così deciso di mandare «al macero» gli spezzoni delle intercettazioni in cui compaiono l'ex ministro dell'economia Domenico Siniscalco e per interposta persona l'attuale ministro della Giustizia Clemente Mastella, il cui nome spunta nel fascicolo di indagine relativamente alle dichiarazioni di un collaboratore in merito al ruolo ricoperto dal figlio del guardasigilli che svolgerebbe il lavoro di procuratore di calciatori. Al macero anche le registrazioni, mai pubblicate, di alcuni parlamentari dello «Juve club Montecitorio». E Mastella di recente aveva assicurato un intervento a tutela delle persone intercettate in tema di violazione della privacy e di divulgazione arbitraria di notizie coperte dal segreto istruttorio, arrivando a minacciare un'ispezione nella procura partenopea.
Fra le altre intercettazioni che andranno distrutte, perché giudicate non utili alle indagini, quelle in cui viene citato il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi che si sarebbe attivato per un'interpellanza parlamentare sul caso «Pieroni». Le sole intercettazioni dei politici «di interesse» della procura, dunque, sarebbero quelle in cui l'ex titolare del Viminale parla con Moggi dei problemi della Torres. Telefonate che rivestirebbero un interesse «investigativo» circa i presunti favoritismi di cui viene accusata la cupola moggiana. Per la procura sono in tutto quattro le «telefonate incriminate», ivi compresa quella in cui l'ex ministro Pisanu ad un certo punto passerebbe il cellulare al Presidente della Torres per farlo parlare direttamente con Luciano Moggi. E su queste la Procura si appresta a chiedere l'autorizzazione per il loro utilizzo.
I pm napoletani sarebbero intenzionati a sollecitare il rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva nei confronti di Moggi e di altri quattro indagati, tutti componenti della cosiddetta «cupola». Ancora da verificare, invece, le singole posizioni degli altri 36 indagati. L'intenzione dei sostituti procuratori Beatrice e Narducci è quella di chiudere l'istruttoria negli stessi tempi dell'inchiesta portata avanti dall'Ufficio Indagini della Federcalcio presieduto da Francesco Saverio Borrelli. E intanto cominciano ad arrivare decine di querele nei confronti dei firmatari del rapporto dei carabinieri alla procura di Napoli.