I pm temono il fallimento

da Milano

Le perquisizioni disposte martedì dalla Procura della Repubblica di Roma nelle sedi di alcune società del gruppo Magiste, che fa capo all’immobiliarista Stefano Ricucci, sono state decise anche alla luce di un possibile rischio di fallimento del gruppo. I magistrati hanno preso la decisione anche in seguito alla escussione da parte della Banca popolare italiana del pegno che aveva Ricucci presso l’istituto, annunciato con una nota del 23 marzo. L’ordinanza delle perquisizioni, infatti è datata 29 marzo. Come si ricorderà, il più importante cespite patrimoniale di Magiste su cui Bpi detiene pegno è il pacchetto del 14,1% di Rcs; in garanzia anche piccole partecipazioni in Capitalia e Antonveneta e alcuni immobili. Bpi ha deciso di escutere il pegno sulle azioni Rcs, e non ha escluso di poterne essere essa stessa acquirente. Ieri sera è giunta la reazione della finanziaria di Ricucci. In una nota Magiste international afferma che renderà pubblica quanto prima la propria situazione patrimoniale. «Di fronte alla diffusione di notizie false e destituite di ogni fondamento sulla propria situazione patrimoniale - si legge nel comunicato - (Magiste) ha l’obbligo di precisare che in questo momento la società sta ultimando la propria situazione patrimoniale che sarà resa pubblica quanto prima nelle sedi opportune».