«I pm violano la Carta Macché concussione, allora processino tutti»

MilanoSottosegretario Mario Mantovani, un controgirotondo al tribunale di Milano?
«Non una manifestazione contro, ma un presidio di libertà per opporsi all’uso strumentale della giustizia».
È comunque una manifestazione contro i magistrati.
«C’è un potere che deborda dai suoi limiti e invade quello legislativo ed esecutivo. Non va bene».
Solo perché vogliono processare Silvio Berlusconi?
«Perché i magistrati hanno violato libertà garantite dalla Costituzione come il diritto alla riservatezza della corrispondenza e delle comunicazioni».
La politica pretende una sorta di impunità?
«Nessuna impunità. Abbiamo presentato il nostro progetto per tutelare le più alte cariche dello Stato».
No ai processi?
«Se il popolo li ha eletti, niente processi finché devono svolgere il mandato. Poi andranno in tribunale. In Francia e in tanti Paesi si fa già».
Per Berlusconi si parla di concussione.
«Macché concussione. Per una telefonata».
Una telefonata in Questura.
«Ma allora siamo tutti concussi e concussori. Io sono sindaco e sa quante telefonate ricevo per un problema di lavoro, per un disabile».
Riceve, ma non fa.
«Ma certo che ne faccio. Al prefetto, al questore magari per riaffidare un minore alla sua famiglia».
Questo ha fatto Berlusconi?
«Berlusconi è uomo di grande generosità. Se può fare qualcosa per qualcuno lo fa subito. E questo è il compito della politica».
Il processo ora si fa sui giornali.
«I direttori prima di pensare alle copie da vendere pensino a non infangare la dignità delle persone».
Berlusconi pagherà alle elezioni?
«Vi assicuro che non ha perso nemmeno un voto».
Nicole Minetti si deve dimettere?
«Perché? Perché ha provato un sentimento? È una colpa questa?».
Ci sono le intercettazioni.
«Siamo garantisti».
Ma i ministri a Milano alla manifestazione non sono venuti.
«Mi hanno telefonato. Giusto che, considerato il loro ruolo, non scendessero in piazza».
Si dice che nel Pdl ci sia uno scontro tra falchi e colombe.
«Fisiologico. C’è in tutti i partiti».