«I politici della destra ora sono costretti a tornare a Giorgio»

da Roma

Donna Assunta sospira, scuote la testa: «Ma lei ha capito che cos’è Giorgio per la destra? Un padre. Il pa-dre! E il padre si ricorda e si onora, chiaro?». Chiarissimo. Al punto che la stessa destra che si divide sulla politica si rincorre nella ricerca delle radici, e soprattutto su quel nome: Giorgio Almirante. E così, visto che nello stesso anno in cui cade il trentesimo anniversario della strage di Acca Larentia, si celebra anche il ventennale della morte di Almirante (22 maggio), anche stavolta sia An che la Destra di Storace si mobiliteranno. L’ex governatore del Lazio prepara una grande manifestazione a Roma? Gianfranco Fini mette in campo un comitato promotore di tre «saggi» (l’eurodeputato Salvatore Tatarella, il presidente onorario Franco Servello, un intellettuale d’area come il giornalista saggista Adalberto Baldoni) e prepara ben 9 incontri in altrettante città italiane in memoria dell’ex segretario missino. E Donna Assunta? È contenta. Spiega che tra i suoi sogni c’è suo marito ricordato da tutti. E da Fausto Bertinotti.
Buonasera, Donna Assunta, che ne pensa di tutte queste celebrazioni?
«Più sono meglio è, eh, eh...».
Ma lei come si colloca fra la Destra e An?
«Io vado dovunque mi invitino, io sono al di sopra delle parti, al di sopra di tutto. Non avevo la tessera del Msi, si figuri se ne prendo una ora».
Fini ha messo su un vero e proprio comitato...
«Lo so, lo so... Sono stata io che gli ho suggerito di infilarci anche Servello, che è stato il più stretto collaboratore di mio marito».
Ma non la turba che ci sia battaglia politico-culturale sul nome di suo marito?
«Ma come glielo devo dire che sono al di fuori della mischia? Sono al-di-sopra!».
Parteciperà a queste iniziative, anche se promosse da diverse organizzazioni?
(Sospira) «A-aaah.... Ma non ha ancora capito? Se Romagnoli celebra Almirante, io vado pure da Romagnoli».
Aderisce a tutto?
«Senta, io sono la presidente di una fondazione che si chiama Almirante. Non sono io che aderisco a loro, ma loro semmai che aderiscono a me occupandosi di Giorgio, chiaro?».
Per anni sembrava che suo marito fosse stato quasi dimenticato...
«Gli italiani non lo hanno mai dimenticato!»
I politici sembrava di sì...
«Bah... Sono questi politici che pensavano di essere super, e che prima temevano di essere messi in ombra dalla memoria di Giorgio...».
E ora?
«Si è capito che loro tanto super non sono, e a Giorgio devono tornare, eh, eh...».
Quelli di destra, intende?
«Ma lei lo sa che fuori dalla destra il rispetto è ancora più grande?».
Mi faccia un esempio...
«Bertinotti!».
Almirantiano pure lui?
«L’anno scorso l’ho invitato alla messa del 22 maggio. Ebbene, non è potuto venire, ma mi ha scritto una lettera bellissima su Giorgio».
Lo invita anche quest’anno?
«Il mio sogno sarebbe che presentasse uno dei cinque libri editi dalla Camera. So che qualcuno lo rimprovererebbe, ma lui ha grande coraggio istituzionale».
Le manca solo Forza Italia, allora...
«E chi l’ha detto? Berlusconi conosceva bene mio marito. E non so se rivelarle...»
Cosa?
«Quando gli attribuirono quelle frasi... che i fascisti lui li aveva tolti dalle fogne...».
L’ha fatta arrabbiare?
«Arrabbiare? Ma se ero incazzata nera!».
Donna Assunta...
«L’ho chiamato. Abbiamo parlato, mi ha promesso una smentita e l’ha anche fatta!».
Allora le mancano solo i liberali...
«Scherza? Biondi, a un convegno della fondazione di Adornato, ha fatto un panegirico di Giorgio dicendosi fortunato di essere stato in commissione con lui».
Non teme che ci sia troppa retorica, allora?
«Ma lei non ha capito: mio marito era sobrio, onesto, come San Francesco!».
«Francescano» è troppo...
«Ma lei la sa quella delle scarpe?».
Dipende. Me la racconti...
«Allora, io gli compravo le scarpe, e lui non voleva che spendessi soldi. Allora io gli prendevo le più belle e le pagavo 90mila lire...».
E a lui?
«Gli dicevo che le avevo pagate 13mila, al mercatino».
Tutto a posto, allora.
«Mica tanto! Perché poi tutti gli dicevano: che belle scarpe! E lui: “Assunta le ha pagate 13mila lire, ve le faccio prendere anche per voi”».
Lei ci tiene molto, a questo Almirante privato.
«Sì, perché lui del denaro se ne fregava, ha fatto tutto il bene che ha potuto».
Quindi andrà dappertutto?
«Ma io vado già dappertutto, in nome di Giorgio! Ho cinque appuntamenti al mese, sono come una rockstar, sempre fuori da Roma».
Però, malgrado ciò, mantiene le sue riserve su An?
«Ah... io non sono mai stata favorevole. L’unica cosa che si sono inventati è il cambio del nome. Il resto l’aveva già fatto tutto Giorgio».
Sempre lì torna a battere.
«Ma è la verità! Ricorda la Costituente di Destra? L’ammiraglio Birindelli, Greggi, i monarchici, Giacchero, che aveva fatto il partigiano....».
An però qualche strappo culturale lo ha fatto...
«Ma va... L’unica fortuna che ha avuto è stata la fine della Dc».
E lei, donna Assunta?
«Io sono felice: ho avuto un successone alle Invasioni Barbariche, ottimo Auditel».
Che fa, si informa anche sugli ascolti?
«Certo, che crede? La Bignardi, carina, mi ha detto: “la mando in replica”».
E ora?
Adesso vado dai miei amici di Buona domenica».
E dappertutto ricorda Almirante...
«Sa che cosa gli disse Padre Pio, accarezzandogli il viso? “Non ti hanno ancora ammazzato, Giorgio...”».
Una frase spiazzante...
«Che mi commuove, perché racconta quei tempi: abbiamo rischiato la pelle tutti i giorni! Si figuri se mi posso preoccupare per chi lo celebra, e chi no».