«I politici italiani siano orgogliosi della salute delle loro banche»

È stato senz’altro Corrado Passera il «personaggio» più gettonato del forum della Confcommercio di Villa d’Este. In attesa di Berlusconi, atteso per oggi, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ha sbaragliato il campo dei vari Franceschini, Bersani, Sacconi e Brunetta (nonostante il suo fantasmagorico arrivo in elicottero) risultando il più fotografato, inseguito, richiesto, intervistato. E non ha deluso.
«Mi lasci dire: che c’entrano i Prefetti», ha risposto a chi chiedeva conto della novità ipotizzata dal ministro Tremonti per meglio vigilare sull’attività bancaria. Pur chiarendo che «se questa sarà la decisione, tutte le banche responsabilmente daranno la massima collaborazione». In ogni caso «non mi sembra una decisione in nessun modo saggia». Poi, davanti alla platea di commercianti di ogni dove, Passera ha colto l’attimo per un’altra stilettata: «Siamo rimasti uno dei pochissimi Paesi del mondo dove non ci sono state situazioni di emergenza per le banche e dove il sistema finanziario sta reggendo. Quando un Paese può dire di aver fatto un lavoro del genere chi sta al vertice dovrebbe portare questo Paese con orgoglio fuori dall’Italia. I nostri politici dovrebbero essere orgogliosi. Se invece vanno in giro a dire che noi non abbiamo avuto emergenze solo perché non parlavamo inglese, queste sono cose che a me fanno male, perché fanno male al Paese e danno una visione macchiettistica dell’Italia».
L’orgoglio bancario ha preso dunque la scena, dopo giorni di polemiche sulla stretta creditizia alle imprese. Ma l’impressione è che Passera, reduce dalla cena di martedì scorso a Villa Madama da Berlusconi, con tutti gli altri grandi banchieri italiani, abbia assunto un ruolo di grande peso tra i protagonisti di questo momento economico che più sono vicini al premier. I due - che si conoscono dai tempi della guerra di Segrate per la conquista della Mondadori quando Passera guidava il gruppo editoriale - sono tornati ad apprezzarsi a vicenda nella vicenda Alitalia, condotta in porto dal manager in prima persona. Ed ora che le banche sono nel mirino, l’ad di Intesa sembra aver fatto valere le proprie ragioni di fronte al governo, incassando presumibilmente il riconoscimento del premier. Tanto da parlare, ieri, quasi come il rappresentante più accreditato dell’intero sistema bancario.
«Mi sembra che il sistema si stia impegnando moltissimo. Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, oggi ha affidamenti accordati per oltre 500 miliardi», quasi un terzo del Pil nazionale. Ma - come Passera ha detto di aver spiegato proprio alla cena con Berlusconi - non si può e non si deve chiedere alle banche di fare cattivo credito. Questa è stata la ragione prima della crisi che oggi tocca tutto il mondo: gli imprenditori, e anche le famiglie, non sono tutti uguali». A Berlusconi Passera ha detto di aver sottolineato altri due elementi. «Al governo - ha spiegato - ho suggerito due cose: premiare moltissimo le aziende che investono, che patrimonializzano e tengono gli utili all’interno dell’azienda. Si può fare fiscalmente molto in maniera efficace. Poi c’è il tema del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese: decine di miliardi scaduti che costituiscono debito per le aziende, perché devono indebitarsi con le banche».
Passera ha infine sostanzialmente anticipato che il consiglio di gestione di Intesa del 20 marzo adotterà i Tremonti-bond. Le indiscrezioni parlano di un ammontare di 2-3 miliardi di euro. «Possono contribuire ad eliminare un po’ delle distorsioni competitive che si sono accumulate in Europa, dove tantissime banche hanno avuto supporti pubblici».
MZ