I poliziotti mettono in piazza gli estintori «strumenti di pace»

Ora che la paura del peggio è svanita, c’è lo spazio per le recriminazioni, per l’analisi di quanto di sbagliato c’era nella manifestazione di ieri. Partendo però da chi della manifestazione è invece, forse un po’ a sorpresa, entusiasta. Susy De Martini, già vice capostruttura organizzativo del G8, ieri era in piazza, accanto a Don Andrea Gallo e agli organizzatori. «Certo, perché abbiamo chiesto che venga fatta luce su tutto quanto è accaduto sei anni fa - è la sua spiegazione -. Perché bisogna perseguire chi ha commesso reati in blu jeans, ma anche chi ha commesso reati in giacca e cravatta». Non si riferisce alla polizia, ma ai vertici organizzativi, a quella parte del mondo politico che lei ha visto molto da vicino in quei giorni e che lei accusa di «essersi mangiati tutta la torta». La professoressa De Martini, stretta collaboratrice del senatore Lamberto Dini, chiede a gran voce che venga restituita al pm Luigi De Magistris l’inchiesta sui poteri forti, quella tolta dopo l’intervento del ministro Clemente Mastella.
Chi invece la manifestazione di ieri proprio non la può accettare è il sindacato di polizia Coisp, che vuole rimettere a posto l’ordine delle responsabilità. A chi chiede una commissione parlamentare per processare la polizia, il Coisp risponde mettendo provocatoriamente davanti all’ingresso della questura diversi estintori, quelli che la «giurisprudenza» e la «letteratura» no global stanno cercando di trasformare in «strumento di pace» dopo che Carlo Giuliani lo usava per assaltare una jeep di carabinieri. Franco Maccari, segretario nazionale del Coisp, non ha neppure rinunciato a sottolineare che la preoccupazione delle istituzioni di garantire il diritto di manifestazione ai no global si è scontrata con la scelta di limitare lo stesso diritto agli stessi poliziotti. «Avevamo chiesto per primi, prima anche dei no global, un’autorizzazione per tutte le piazze di Genova - spiega Maccari -. Ce ne sono state concesse solo alcune, lontano dalla zona di passaggio dei no global».
E sul rispetto dei diritti costituzionali a senso unico alternato insiste anche Matteo Rosso, consigliere regionale di Forza Italia. «Devo essere sincero, ho visto passare sotto casa il corteo e sono contento che sia stata mantenuta la promessa sul carattere pacifico della manifestazione - osserva -. Devo d’altro canto far presente che purtroppo non c’è nei nostri confronti lo stesso rispetto. Manca la reciprocità. Ieri a Forza Italia è stato chiesto di togliere i banchetti di raccolta firme e lo abbiamo fatto. Soprattutto quando è venuto Silvio Berlusconi a Sestri Ponente, la sinistra non gli ha certo riconosciuto il diritto a esprimere il suo pensiero».