I poliziotti vogliono stoppare Genoa-Milan

Otto giorni alla prima di campionato. Otto giorni a Genoa-Milan. E torna l’incubo scontri. Oltre all’attesa dei tifosi cresce anche quella dei poliziotti, che temono violenze soprattutto al di fuori dello stadio. E che chiedono a gran voce un intervento clamoroso dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Chiedono una misura, qualunque essa sia, dal divieto di far entrare i milansiti al rinvio della partita, purché serva a evitare il rischio di scontri. L’importante, insiste il sindacato Silp-Cgil, è che genoani e milanisti non abbiano modo di venire in contatto, dopo i tragici fatti dell’accoltellamento di Claudio Spagnolo.
«Già da maggio abbiamo lanciato questo grido d’allarme», ha detto Roberto Traverso, segretario provinciale Silp Cgil Genova. Un allarme prima ancora che il computer regalasse uno strano scherzo da calendario proprio alla prima giornata. «Ma l’Osservatorio non ci ha ancora risposto - incalzano gli agenti -. Non vogliamo entrare nel merito della sicurezza all’interno dello stadio. Noi siamo preoccupati per l’esterno e temiamo che partite a rischio come la prima di campionato Genoa-Milan siano da tenere assolutamente in considerazione. Crediamo che sia necessario individuare delle prescrizioni per questo tipo di partita. Al momento non abbiamo avuto ancora alcuna risposta ma ci auguriamo che l’Osservatorio nella prossima riunione del 22 agosto dia un segnale forte inserendo questa partita nel livello alto di rischio (livello 4) in modo da individuare queste prescrizioni». Il Silp chiede che si faccia qualcosa: «Non vogliamo dare suggerimenti tecnici. Pensiamo che qualsiasi scelta che limiti il rischio di disordini sia assolutamente opportuna. Il divieto per i tifosi milanisti di venire a Genova potrebbe essere una soluzione, ma qualunque decisione deve essere vista in funzione di evitare eventuali scontri tra le opposte tifoserie».