I pompieri dalle Mille Miglia alla Procura

Bella è bella, niente da dire. Ma non è una «rossa» autentica. Sì: l’Alfa Romeo 6C AR51 detta «Matta» - la vettura con la quale i vigili del fuoco hanno partecipato lo scorso maggio alla storica gara automobilistica delle Mille Miglia - in realtà pare non sia mai stata un’auto in dotazione ai pompieri. Secondo i sindacalisti dell’Usb - che una decina di giorni fa hanno fatto un esposto alla Corte dei Conti e ieri, insieme a Cgil, Cil e Uil, ne hanno inviato un altro in Procura a Milano - si tratterebbe di un mezzo di proprietà di una società privata, che in origine era di colore blu e non rossa fiammante come i mezzi dei pompieri, cioè come la vediamo ora.
«Verniciata? No, adesso applicano sulle vetture una specie di pellicola colorata - spiega Massimo Berto, coordinatore provinciale Milano e regionale dell’Usb .- All’officina del comando ci sanno fare, la preparazione tecnica ed estetica, con personale addetto alle fasi pre e post gara, utilizzo di mezzi e attrezzature specifiche è stata eccellente, non hanno badato a spese. Peccato che questa operazione d’immagine, però, secondo le nostre stime, sia costata al comando di via Messina circa 75mila euro per il personale impiegato, le trasferte, i gadget creati per l’occasione e un navigatore satellitare studiato appositamente per questo genere di gare...Niente di male se, a livello nazionale, il corpo dei vigili del fuoco non avesse debiti per oltre 30 milioni di euro con i fornitori e con i meccanici delle officine esterne che ci offrono assistenza e manutenzione. Per questo vogliamo vederci chiaro. E chiediamo alla magistratura d’indagare».
Il comandante della provincia di Milano Silvano Barberi, insediatosi nel giugno dell’anno scorso, però, ha le idee molto chiare su tutta questa vicenda. «L’auto usata per la Mille Miglia, come da disposizioni a livello nazionale, è stata messa a punto a Milano che, con il suo museo storico, ha una lunga tradizione in materia di mezzi del corpo. - precisa Barberi - È vero: si tratta di una vettura privata, con determinate caratteristiche di idoneità per correre una simile gara e il cui modello è lo stesso usato dai vigili del fuoco negli anni ’40. La risposta a queste iniziative sindacali verranno concordate con il Dipartimento: siamo interessati a far emergere l’autenticità di tutta questa vicenda. Devo sottolineare, però, che quello dei vigili del fuoco è un corpo noto per esser molto oculato nella gestione delle risorse. Mi sembra quindi evidente che i sindacalisti usino questa vicenda come un pretesto: le conflittualità locali degli ultimi mesi hanno creato delle suscettibilità che adesso emergono in questo modo. Tuttavia la Mille Miglia non c’entra proprio nulla».
Per concludere e tornando alla vettura «rossa non autentica» della Mille Miglia ricordiamo al sindacalista Berto che già l’anno scorso il corpo dei vigili del fuoco avevano partecipato a parte della gara con un’auto preparata esteticamente dal comando di Milano. Che, sempre dietro disposizione del Dipartimento, aveva fornito tutto l’apporto logistico necessario, con mezzi, uomini e attrezzature.
«È vero - sbotta il sindacalista di rimando -, ma almeno quella era una Isotta Fraschini del ’29 in carico al comando di Milano! L’Alfa di quest’anno, invece, è stata camuffata, preparata esteticamente. E poi le hanno affibbiato una bella targa dei vigili del fuoco quando con il nostro corpo non ha nulla a che fare...Perché buttare così tanto denaro dalla finestra inutilmente, visto come ce la stiamo passando? Ce lo spieghino!».