I Popolari per l’Europa: «I Pacs sono un cavallo di Troia»

Complimenti alla maggioranza che governa da un anno la Liguria! Ulisse e i valorosi greci hanno combattuto i Troiani per molti anni, affrontando gli avversari in campo aperto e nel pieno rispetto delle regole belliche; sono ricorsi all’inganno solo quando hanno capito che non sarebbero riusciti a conquistare la città con le armi.
I nostri amministratori di centro(?)-sinistra, dopo neanche 11 mesi di governo in Regione (se poi togliamo la ferie...) hanno già confezionato un bel cavallo di Troia per distruggere con l’inganno la concezione di famiglia naturale.
In Puglia Vendola & C. stanno già facendo terra bruciata. Il disegno di legge dell’assessorato alla solidarietà della regione Puglia all’art. 22, comma 2, recita: «Ai fini della presente legge si definisce quale nucleo familiare la famiglia di diritto e l’unione di fatto, quali insiemi di persone legate rispettivamente da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela e da altri vincoli affettivi aventi una vonvivenza abituale continuativa e dimora abituale nello stesso comune. Per convivenza abituale e contuativa si intende la convivenza tra due o più persone non legate da parentela o affinità, che perduri da non meno di due anni».
Da noi invece ci si nasconde dietro a questa formula: «Ai fini della presente legge gli interventi ed i servizi destinati alla famiglia, così come individuata dall’art. 29 della Costituzione, sono estesi ai nuclei di persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela e da altri vincoli solidaristici, purchè aventi una convivenza abituale e continuativa e dimora nello stesso Comune». (art. 23, comma 2, del disegno di legge della Regione Liguria approvato in commissione). La sostanza (purtroppo) è la stessa, per la famiglia intendono tutte le unioni, anche quelle omosessuali.
I cattolici di centro(?)-sinistra sono quasi tutti succubi di Rifondazione Comunista: fanno finta di salvare la forma, ma lasciano spadroneggiare i fautori delle ideologie più distruttive della nostra civiltà.
A questo punto occorre abbandonare la metafora del «cavallo di Troia», perchè, sul valore della famiglia, non ci troviamo di fronte ad una città assediata, bensì ad un caposaldo della civiltà ed a un’espressione della nostra società ancora largamente condivisa e vissuta; ma i tentativi subdoli e diabolici per minarla sono netti: chi non vi si oppone o è ignorante o è connivente.