I Porcupine Tree al Rolling Stone

La band inglese capitanata da Steven Wilson considerata l’erede dei Pink Floyd possiede un sound in continua evoluzione

Carlo Garrè

Torna ad esibirsi a Milano una band molto amata in Italia e e che gode di grande considerazione dai puristi del rock oltre che dai musicisti in genere: stiamo parlando dei Porcupine Tree, gruppo inglese che ha fatto della psichedelia e della ricerca l'arma principale della sua storia iniziata sul finire degli anni Ottanta.
Una storia lunga per una band davvero longeva e molto attiva: infatti i Porcupine Tree nella loro carriera hanno pubblicato la bellezza di dodici album, l'ultimo dei quali è Deadwing.
Considerati da pubblico e critica come gli eredi dei Pink Floyd e dei King Crimson, i Porcupine Tree sono capitanati da Steven Wilson, cantante e chitarrista del gruppo, oltre che ingegnere del suono e collaboratore per alcune band importanti come Marillion, Fish e Opeth, che hanno influito non poco anche nello sviluppo del sound dei Porcupine Tree, in continua evoluzione e trasformazione.
Se all’inizio della carriera il gruppo di Wilson seguiva in maniera quasi ossessiva le tracce dei Pink Floyd, ora la band ha trovato un suo personalissimo ruolo all'interno degli ambiti rock prog, che li vede sempre pescare da influenze passate ma anche da esperienze nuove come ad esempio da band attuali come Tool, Motorpsycho e Mercury Rev, facendo sì che il suono generato sappia sempre rinnovarsi e capace di tonalità fresche e vivaci anche se essenzialmente i Porcupine Tree sono una band cupa e talvolta ostica ad un ascolto distratto.
Della band, oltre al leader Steven Wilson, fanno parte Richard Barbieri (già membro dei Japan, alle tastiere), Colin Edwin (basso) e Gavin Harrison (batteria).
Porcupine Tree, Rolling Stone, stasera ore 21, ingresso 23 euro