I poteri forti, il Vaticano, la Fiat e la lobby ebraica

Lelio Lagorio, L’esplosione. Storia della disgregazione del Psi, Edizioni Polistampa 2004, 211 pagine, 12 euro.
Pagina 104: «Scalfaro è amicissimo - confidava Craxi - anche se ricordo sempre che è l’uomo che stava tutta la notte a pregare insieme al fascista che la sera prima aveva fatto condannare a morte».
Pagina 165: «Vertemati, rispettato dirigente socialista di Milano, raccontò col nodo alla gola: “Tutte le mattine davanti alla nostra sede di partito arriva una scolaresca con dei cartelli su cui hanno scritto LADRI e c’è sempre un fotografo che rifornisce le agenzie”».
Pagina 121: «Craxi all’inizio era contrario all’ingresso dei post-comunisti nell’Internazionale. Fu De Michelis, divenuto vice-segretario del PSI, a convincerlo».
Pagina 58: «I socialisti non erano più nelle grazie di nessuno. I poteri forti, a cominciare dalla FIAT, la lobby ebraica (come la chiamava Piazzesi), il Vaticano erano ormai orientati a far mutare volto alla politica italiana e seguivano con interesse la nascita e gli sviluppi del PDS».
Pagina 129: «Craxi disse in direzione il 5 novembre ’92: “Chi esulta dovrebbe dirci come si finanziano i partiti e che cosa succede agli altri, a tutti gli altri. Per quel che succede ai compagni del PDS, basta che leggiamo la loro storia! E la Chiesa, prima dell’8 per mille, come faceva? Che cosa sono IOR e Ambrosiano?”».