I prefetti in rivolta contro Amato: no a un ministero di polizia

Protesta dopo le nomine di due "poliziotti" al vertice della polizia e a capo
del Gabinetto del ministro dell’Interno: Antonio Manganelli e
Gianni De Gennaro

Roma - Prefetti sul piede di guerra dopo le nomine di due "poliziotti" al vertice della polizia e a capo del Gabinetto del ministro dell’Interno (Antonio Manganelli e Gianni De Gennaro). In un’affollata assemblea oggi al Viminale, i sindacati di categoria Sinpref e Ap, hanno chiesto un incontro in tempi rapidi al ministro Giuliano Amato, in modo, hanno spiegato, «ci chiarisca che modello di sicurezza vuole. Se rifiuterà di incontrarci sarà già una risposta ed in quel caso ci riserveremo qualsiasi tipo di azioni».

Non si esclude, dunque, un’inedita protesta di piazza da parte dei prefetti. «Non è assolutamente una questione di merito - ha premesso il presidente del Sinpref, Claudio Palomba - o giudizio su Manganelli e De Gennaro, che sono due altissimi funzionari ai quali vanno i nostri auguri. Ma - ha sottolineato - è un problema di opportunità: da 20 anni il capo della polizia non proviene dalla carriera prefettizia e ora anche il capo di gabinetto del ministro è un poliziotto. Amato, che finora non ha voluto confrontarsi con noi, ci deve dare risposte».