«I prezzi? Più alti per i fruttivendoli che per i cittadini»

Sono le 4,30 di giovedì 12 novembre, ho deciso di andare con mio padre, che ha un negozio di frutta e verdura, al mercato all'ingrosso, con l'intento di verificare le migliorie che la nuova struttura ha portato e al contempo fare una indagine sui prezzi.
Le operazioni di carico e scarico - lo posso confermare - sono molto più agevoli di come lo fossero in corso Sardegna, infatti, poco più di un'ora dopo dal nostro arrivo siamo già di ritorno, cosa che invece, in corso Sardegna non sarebbe mai potuto accadere, infatti le suddette operazioni avrebbero richiesto almeno il doppio del tempo.
Il giorno dopo mi reco nuovamente all'ortomercato ma nell'orario dedicato al pubblico che va dalle 8 alle 10 del mattino: inoltre, venerdì 13 novembre, è anche l'ultimo giorno in cui il pubblico può entrare senza essere in possesso della tessera.
Mi accorgo da subito che l'affluenza sarà massiccia, visto che alle 7,30 si è già formata una coda tale da intasare l'intero quartiere di Bolzaneto e che rimarrà invariata fino all'orario di chiusura e oltre.
Una volta entrato dentro, tra la confusione generale, comincio ad annotare i prezzi a cui viene venduta la merce, qualcuno li espone su lavagnette improvvisate, ma la maggior parte dei grossisti non espone alcun che.
Posso dire che essendo venerdì, la qualità dei prodotti varia e che l'obbiettivo dei grossisti è quello di liberarsi dei prodotti maggiormente deteriorabili.
Per rendere completa la mia indagine, faccio due tipi di confronti dei dati di cui dispongo e cioè le fatture di mio padre che è un fruttivendolo. Prima cosa confronto le fatture della merce acquistata da mio padre in corso Sardegna, con quelle della merce comperata nel nuovo mercato, constatando che non vi è alcuna sostanziale differenza. Il secondo confronto che vado ad effettuare è quello con i prezzi di cui ho preso nota nella mia visita di venerdì 13 e quanto mio padre ha pagato i medesimi articoli il giorno prima. Qua si può notare che, su qualche articolo, soprattutto quelli che tendono ad avere una minore durata, quindi a scapito della qualità dello stesso, il prezzo è inferiore a quello che viene venduto ai fruttivendoli. Tutto ciò risulta essere molto allarmante perché provoca vari effetti che vi elencherò: per prima cosa, si instaura nel cittadino un sentimento negativo nei confronti dei besagnini. Perché a loro modo di vedere, questi si approfittano della loro posizione, per rivendere la merce aumentando i prezzi al dettaglio in maniera spropositata e ingiustificata. Come posso dimostrare, grazie ai dati da me raccolti, ciò non è assolutamente vero, perché ho già scritto in precedenza, specialmente su alcuni prodotti, il prezzo imposto dai grossisti ai fruttivendoli è più elevato di quello a cui il grossista vende la stessa merce al cittadino. Tengo in oltre a precisare che, nel momento di crisi in cui anche la categoria dei fruttivendoli si trova, non ci si può certo permettere di aumentare i prezzi, correndo cosi il rischio di perdere la poca clientela che rimane.
Il secondo effetto che si va a scatenare, è quello della spietata concorrenza, a mio avviso sleale, a cui sono sottoposti i besagnini. Infatti, anche con l'avvio di alcune ammirevoli iniziative, come quella lanciata dai fruttivendoli del mercato di piazza Romagnosi, cioè di vendere la cassetta a prezzi ribassati, mai potrà competere con i prezzi dei grossisti.
Per chi voglia provare a controbattere, dicendo che anche corso Sardegna era aperto al pubblico, rispondo che, nel vecchio mercato, non si sono mai verificati casi di una così massiccia affluenza di cittadini (2000 e passa accessi, registrati venerdì 13) certamente dovuto al fatto che, non vi era una cosi ampia disponibilità di parcheggi e una viabilità studiata appositamente per l'accesso al mercato.
I fruttivendoli chiedono di essere ascoltati! Creando un tavolo di discussione, con la presenza di un portavoce dei grossisti, il Comune e un portavoce dei dettaglianti per poter esporre e trovare una soluzione all'aggravarsi della situazione, causata, in ultimo, dall'apertura del nuovo mercato di Bolzaneto. Situazione, aggravatasi anche a causa del totale disinteresse degli organi, Feseo e Confesercenti, che dovrebbero rappresentare i besagnini, ma che ormai hanno abbandonato da tempo al loro destino l'intera categoria.