I primi 100mila «no» a Prodi e Veltroni

Bande musicali e bandiere sulle banchine sotto Castel Sant’Angelo per salutare la partecipazione di Silvio Berlusconi alla Festa sul Tevere di Forza Italia. «Al voto subito!» lo slogan ai 120 gazebo sparsi in città. Ieri già alle ore 15 erano oltre centomila le firme raccolte.
«Stiamo andando oltre le più rosee aspettative - commenta il coordinatore regionale di Fi, Francesco Giro -. Domani crediamo di raddoppiare questa cifra arrivando a 200mila firme. I centralini del partito sono intasati, tantissima gente ci sta chiamando per chiederci dove sono i banchetti». Un tour fra i gazebo conferma con i numeri il successo. A piazza Talenti, IV municipio, 1.000 le firme a fine pomeriggio, testimonia Antonello Aurigemma: «Abbiamo incontrato gente entusiasta, ci hanno rimproverato di non avere intrapreso prima questa iniziativa».
Cinquecento, invece, le firme in centro, a largo Argentina. «Tantissima la gente che si è messa in fila, alle 18 non sapevamo come fare a chiudere il banchetto», racconta Gloria Porcella. Stesso risultato anche al gazebo di piazza Giureconsulti, XVIII municipio. «La gente è arrabbiata oltre che con Prodi anche con Veltroni - dice Patrizio Bianconi - Addirittura molti hanno offerto aiuti economici per il partito».
Alle 15 la motonave Tiber II ha mollato gli ormeggi e iniziato il percorso sul Tevere da ponte Sant’Angelo a ponte Umberto I, con a bordo il presidente di Forza Italia. Tanti i turisti incuriositi affacciati sul fiume. «La partecipazione di Berlusconi alla festa del Tevere - afferma Giro - dimostra tutto il suo attaccamento alla capitale. Abbiamo attraversato il fiume nel punto più bello e suggestivo con lo sfondo di Castel Sant’Angelo e San Pietro, per dire “no” al degrado che ha colpito Roma e “no” a un governo che non ha più la necessaria credibilità per guidare il paese».
«La grande mobilitazione che c’è stata oggi per la raccolta delle firme - dichiara il capogruppo capitolino Michele Baldi - oltre a rappresentare un atto politico contro il governo Prodi è anche una grande dimostrazione di partecipazione della gente. Le tante persone che si sono messe in fila sotto il vento di tramontana sono la risposta a chi pensa che la politica possa essere solo lobby di potere e non del popolo. Un grazie ai tantissimi militanti che hanno dimostrato che Forza Italia è viva più che mai e non è certo un partito di plastica». Sulla motonave il coordinatore nazionale Sandro Bondi, il vicecoordinatore Fabrizio Cicchitto, l’europarlamentare Antonio Tajani, la responsabile cultura Fiorella Ceccacci. L’europarlamentare Alfredo Antoniozzi ricorda che da assessore al Comune nel 1985 aveva varato una delibera per la navigabilità del Tevere da Prima Porta alla foce: «Proprio come la Senna e il Tamigi, con le banchine pulite e ombrelloni e sdraio lungo le sponde, ma non se ne è fatto niente».
Grande successo anche ai gazebo dei circoli della Libertà allestiti a piazzale Flaminio, largo Goldoni e piazza Verbano. «Le Primarie sulla sicurezza hanno visto una grande partecipazione - afferma la responsabile romana Michela Terribile -. Le sei misure che noi proponiamo per la sicurezza, sono state tutte votate con grande convinzione».
Al gazebo di piazzale Flaminio molti romani se la prendono anche con Veltroni. «Il sindaco - accusa Marco - ha lasciato che i campi nomadi crescessero a dismisura». «Per colpa di un sindaco che predilige incontri culturali e feste del cinema abbiamo le strade piene di buche» dice sconsolata Maria Grazia. «Non sono pochi i romani che hanno firmato avendo sottobraccio La Repubblica, che certo non è un organo di stampa vicino al nostro movimento, ma che si lamentavano per il senso di insicurezza che ha invaso la nostra quotidianità», spiegano Giuseppe Lucà e Marco Ajello del circolo della Libertà Roma Liberale.