I primi appunti di Josè hanno conquistato l’Inter

Moratti e i giocatori entusiasti del tecnico. Lui guarda avanti: «Quaresma? Se arriva meglio». Burdisso ko

Mi si nota di più se non dico niente o se dico qualcosa di carino?
Del primo Josè di stagione ha colpito la freschezza mentale, perché lui non ha giocato i 120 minuti più rigori della Supercoppa ma ha scritto molto, nel senso che aveva il quadernetto appoggiato al prato e prendeva appunti, e finali come quelle di domenica sera lasciano acido lattico in giro un po’ a tutti. Invece una volta salito in sala stampa ha sganciato due tiri dalla distanza che hanno risvegliato un gruppo di astanti che, data l’ora, stavano sul vago. I ringraziamenti a Roberto Mancini e gli auguri a Andriy Shevchenko sono due piccoli capolavori che nel calcio a cui siamo abituati sono largamente fuori range, pezzi intellettuali. In effetti senza la vittoria in campionato dell’Inter di Mancini, lui ieri sera sarebbe rimasto davanti al video. E augurare a un suo ex calciatore la vittoria nella classifica cannonieri di coppa Uefa, è un po’ come richiamarlo alla sua realtà. Ancelotti un giorno ha detto che Mourinho è praticamente innocuo, gli piace provocare ma gli è simpatico perché sa usare l’ironia. A lui gli ha detto che se vuole venire ad Appiano un giorno che fanno massaggi è il benvenuto, non se ci resta una settimana perché lui ogni tanto ci lavora con i ragazzi.
Siamo all’inizio, il fatto è che domenica sera Mourinho non è riuscito a convincere solo quelli che pretendevano una vittoria prima ancora di giocare. Ha detto che i primi 45 minuti sono stati fantastici, ma questa non è ancora la sua Inter, perché la sua Inter avrebbe chiuso prima la partita. Poi ha richiamato i suoi fidi e si sono ritirati a festeggiare tra loro, Filipe Faria, Silvino, Villas Boas, il clan dei portoghesi che finora non ha sbagliato un colpo. È rimasto senza parole anche il presidente: «Il primo tempo è stato bellissimo, l’Inter ha fatto un pressing asfissiante, ho vissuto la partita con grandi emozioni».
Da Muntari a Stankovic, da Cambiasso a Figo, sono tutti schierati con Mou e tutti giurano che da lui ogni giorno si impara qualcosa. La sintesi più ficcante è di Zanetti: «Va dato merito alla Roma di non aver mai mollato e di aver contribuito allo spettacolo della partita, ma noi siamo una squadra che è sempre rimasta compatta e non abbiamo mai perso il filo dell’incontro neppure nei momenti di difficoltà».
È stata proprio una serata dove tutto è girato bene, perfino il ginocchio di Ibrahimovic: «Tutto bene, il ginocchio ha risposto e mi ha fatto meno male. Credo che non ci siano problemi per l’anticipo di campionato sabato sera a Marassi contro la Sampdoria. Mi vedrete in campo». Poi si ricorda che potrebbero esserci in giro degli svedesi e aggiunge: «Speriamo che non si gonfi nei prossimi giorni». Ieri giornata di riposo e il ginocchio di Ibra era in salute.
Si tratta di mantenere questa forma fisica e psicologica, fra un mesetto dovrebbero arrivare i rinforzi, Cordoba, Chivu, Adriano, già sabato sera Materazzi potrebbe tornare titolare al centro della difesa perché si è fermato anche Burdisso per un risentimento al polpaccio che ha l’aria di uno stiramento e quindi niente Genova. Per Quaresma l’Inter non recede di un passo, lo vuole, entro dopodomani potrebbero già esserci notizie certe, si tratta attorno ai 18 milioni più il prestito del giovane Pelè a cui Mourinho ha previsto un grande futuro e posto il veto sulla cessione. I segnali dal Portogallo sono questi, il giocatore ha saltato la settima partita del Porto e questa volta non si trattava della solita amichevole estiva, ma della prima di campionato. Mourinho ha detto: «Uno come Quaresma darebbe ancora più equilibrio e competizione all’interno del gruppo. Ma se non arriva non ne facciamo un dramma». Parla come se l’arrivo del portoghese fosse solo un particolare da non prendere troppo sul serio. Esattamante all’opposto di Zanetti che solo dopo dodici ore ha trovato la forza di confessare che quello di domenica sera è stato il suo primo rigore della carriera: «Forse non tutti lo sapevano... la palla era pesantissima». Insomma proprio tutto bene fino all’ultimo tiro in porta. Poi se Totti non colpisce la traversa magari parte il primo processo della stagione.