I problemi di Roma? Una priorità per la Cdl

Clima politico sempre più avvelenato nella capitale. Nell’aria ancora gli strascichi della manifestazione di sabato sui Dico. Roma risente dello scontro sulle politiche nazionali, ma di suo ci mette gli inasprimenti esponenziali delle imposte, - ultima la Tari, - le favelas invivibili delle periferie, la scarsa pulizia delle strade. Della situazione parla Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore nazionale di Forza Italia.
Cicchitto, dopo la grande manifestazione del 2 dicembre a S. Giovanni, dopo l’intervento di Berlusconi al Residence Ripetta, la capitale è finalmente diventata una priorità per la Cdl? «Roma è fondamentale ed è stato un grave errore del centrodestra averla in parte trascurata. Però ora la città è ancora più importante perché Veltroni punta a diventare il leader del centrosinistra e sta sacrificando la capitale sull’altare dell’immagine. Bisogna far esplodere le contraddizioni del suo disegno».
È vero che Fi annuncia per il 21 aprile il manifesto per Roma, con 400 gazebo sparsi in città?
«Abbiamo in Italia 350mila iscritti, con il 24 per cento alle Politiche siamo il primo partito. È sempre stato imputato a Fi di non fare la sua parte sul territorio. Ora stiamo invertendo la rotta, per ridurre la forbice fra effetto Berlusconi e partito».
Roma è una città «sofferente» secondo Berlusconi ed è anche la città più stangata dalle tasse in Italia. Cosa ne pensa?
«È vero e noi lo avevamo ampiamente previsto. Lo stesso segretario Cgil, Epifani, riconosce che in Italia, già su redditi bassi di 1.200 euro, è aumentata la pressione fiscale. Poi c’è l’inasprimento di una serie di imposte locali e su queste Roma è al primo posto in classifica».
Le pare che in cambio, però, ci siano servizi adeguati? «Veltroni è un mago degli effetti speciali, il regista dei grandi eventi del cinema e della musica. La città, però, è completamente allo sbando. I giornali riportano fedelmente i problemi: il traffico, la microcriminalità, il caos a Campo de’ Fiori, ma con una sorta di fatalismo. Nessuno indica che c’è una responsabilità politica dietro il degrado».
Il Prefetto ha detto che su mille persone che stanno in carcere 600 sono straniere: come si risolve il problema delle favelas? «Evidentemente c’è tutto un meccanismo da rivedere. A Roma la ricetta di Veltroni è accoglienza nella legalità. Però manca un filtro. Senza, non ci sarà mai la discriminante fra immigrazione buona e immigrazione cattiva. Il rischio è che, come in economia, la moneta cattiva cacci via quella buona. Roma sconta il permissivismo e buonismo del sindaco che non fa i conti con la realtà. La legge Bossi-Fini sarebbe il filtro giusto, ma la sinistra vuole smantellarla».
Veltroni accusa al contrario il centrodestra di seminare fra la gente la paura dei rom...
«Ma scambia chiaramente l’effetto con la causa. La popolazione ha paura di chi viene a Roma per rubare, spacciare, gestire la prostituzione».
Dopo la manifestazione Arcigay sui Dico, i vertici Udeur romano e regionale resteranno ancora nella maggioranza?
«È gente che sta nel formaggio e da lì non si muoverà. Diverso sarebbe il discorso per l’elettorato, ma l’Udeur è assolutamente emarginato nel Lazio dalla combine fra Veltroni ed estrema sinistra. La partita se la giocano fra loro».