I prof Guccini, Rossi e Paoli danno lezioni di Sessantotto

I testi delle canzoni migliori, ma senza musica, per riflettere, attraverso le loro parole e i loro pensieri, insieme ai protagonisti dei mitici anni Settanta. Un evento che punta sulla valenza culturale e artistica e meno su quella politica e sociale con l'alleanza fra operai e studenti degli anni di piombo.
Nell'ambito della mostra, che si tiene a Villa Croce, intitolata in pubblico, azioni e idee degli anni Settanta in Italia organizzata dal comune di Genova, l'Università ha promosso un incontro con tre protagonisti del pre e post Sessantotto. Il primo appuntamento, sabato 21, è con l'autore di Locomotiva e Auschwitz, Francesco Guccini, che, il giorno dopo il concerto al Mazda Palace, sarà in via Balbi 5 a disposizione degli studenti per le domande sulla prima generazione degli anni Settanta. Il cantautore arriverà alle 16 per la sua lezione universitaria nel cortile del palazzo. L'incontro avverrà a porte aperte e quindi sono invitati anche i cittadini genovesi.
L'altro appuntamento è in programma sabato 28 con l'artista teatrale e musicale Paolo Rossi, che ha calcato anche quest'anno le scene del festival di Sanremo, con la seconda generazione degli anni Settanta ancora nel cortile di via Balbi 5 alle ore 16.
Il terzo incontro è previsto per giovedì 3 maggio con l'impegno militante dell'autore di «Sapore di sale» e di tante altre canzoni di successo Gino Paoli. Il cantautore genovese incontrerà gli studenti alle 16 nell'aula Mandela di via Balbi 4 a Lettere, un sito storico dove nacque il movimento studentesco e le contestazioni degli anni Settanta.
Gli incontri con gli artisti e le loro riflessioni sono state organizzate dall'ateneo genovese in collaborazione con l'assessorato comunale alla Cultura, con il circolo culturale I Buonavoglia e il promoter degli eventi musicali genovesi Vincenzo Spera. Ieri mattina l'iniziativa è stata presentata dall'assessore comunale Luca Borzani, dal rettore Gaetano Bignardi, dal pro rettore Adriano Giovannelli, dal presidente del circolo I Buonavoglia Margherita Rubino.
«L'incontro con gli studenti ma anche con il pubblico genovese all'Università di via Balbi 5 - spiega Borzani - è un evento culturale che non ha a che fare con la politica e non si vuole riferire a quel decennio come anni di piombo. Come del resto la mostra di Villa Croce organizzata dal Comune di Genova. È un invito a riflettere sulla legittimità degli anni Settanta dal punto di vista non politico, quindi, ma culturale e sociale cercando di individuare anche la continuità con i giovani che adesso affollano le nostre università. Grazie ai movimenti e ai pensieri degli anni Settanta c'è stata un'apertura di massa dell'Università, anche se poi non sono seguite adeguate strutture di qualità per i giovani. Le fabbriche sono state praticamente chiuse. Il binomio studenti e operai non c'è. Occorre quindi pensare soltanto alla cultura senza dimenticare che gli anni Settanta hanno rappresentato quella impalcatura ideologica di modernizzazione reale».
«Speriamo che gli studenti - dice Bignardi - partecipino numerosi a questa importante iniziativa e ci aspettiamo che rivolgano altrettante domande ai protagonisti degli anni Settanta per un confronto culturale».