Per i professionisti legali è arrivato il momento del «Cloud Computing»

Si chiama «cloud computing» perché Internet è sempre stato rappresentato metaforicamente come una nuvola (cloud) e questo nuovo modo di utilizzare le applicazioni informatiche prevede la loro fruizione «come servizio» dal web. Una delle declinazioni più rilevanti del cloud computing per gli utenti finali, sia privati, sia professionisti e aziende, è l’offerta di Software as a Service (SaaS), che si presenta innovativa per diverse ragioni, tra le quali due immediatamente comprensibili: non prevede l’installazione di programmi sui computer di casa o d’ufficio, con elevati costi iniziali per l’acquisto delle licenze software e magari quelle per nuovo hardware; le applicazioni, essendo erogate via web, possono essere utilizzate da qualunque postazione e in qualsiasi momento, purché si sia i titolari dell’abbonamento e si disponga di un dispositivo collegato a Internet. Wolters Kluver Italia, che oltre all’offerta di editoria professionale e formazione propone un ampio portafoglio di software per gli studi e le imprese, ha iniziato a ragionare sul cloud computing già da tempi non sospetti. «Ben più di un anno fa abbiamo affidato alla società di ricerche e consulenza Nextvalue il compito di affiancarci con un ricerca su diversi target professionali: avvocati, commercialisti e piccole aziende - racconta Anna Ponticiello, Marketing project director di Wolters Kluwer Italia -; il nostro obiettivo era valutare quali fossero le esigenze di tali target e la loro apertura verso soluzioni cloud e nuovi modelli di business in vista dello sviluppo di un'offerta in chiave Software as a Service». Alfredo Gatti Managing Partner di Nextvalue dichiara: «Abbiamo impostato un progetto di ricerca con l’obiettivo di valutare l’atteggiamento e la propensione degli interlocutori all’adozione di modelli di acquisto del software diversi dal tradizionale, quali l’acquisto di servizi Software as a Service (SaaS), le aree ritenute di maggiore interesse, i fattori abilitanti ed inibitori, i criteri di scelta del fornitore di questi nuovi servizi. In conclusione, si è riconosciuta la potenzialità di questo innovativo modello di distribuzione del software, dotato di caratteristiche che lo rendono idoneo a supportare la domanda di soluzioni sulla base di criteri di flessibilità e dinamicità delle metriche di servizio e dei prezzi».
Tra le più recenti novità di Wolters Kluwer in chiave di Software as a Service spicca il lancio di Kleos, un’applicazione gestionale completa «on cloud» per i professionisti legali. L’adozione di una soluzione cloud da parte di un target, quale quello costituito dagli avvocati, acquista un valore particolare e simbolico e può fungere da apripista anche nei confronti di altri settori professionali per diversi motivi. Il primo di questi è l’attenzione forte posta da questi professionisti nei confronti del tema della sicurezza e della tutela della privacy, due degli argomenti sui quali spesso sono state sollevate perplessità nei confronti del cloud computing. «Tra le diverse figure professionali intervistate durante la nostra ricerca - conferma Gatti - gli avvocati sono risultati quelli che maggiormente hanno riconosciuto l’affidabilità e la sicurezza del Software as a Service. Ciò si spiega per la maggiore familiarità da parte di questi professionisti con i contratti di servizio e la possibilità di definire, al loro interno, clausole di misura dei livelli di servizio proposti (i service level agreement)». Un altro motivo è la ricerca, per tale categoria professionale, di modi per rendere più efficiente il proprio modo di lavorare e che garantiscano loro la completa «estraneità» dalla gestione delle problematiche connesse all’hardware e al software. «In questo contesto è significativo che gli avvocati già a conoscenza delle caratteristiche del cloud computing riconoscano che un software, come servizio per la loro professione, potrebbe rappresentare una soluzione per le pratiche dello studio, che consente l’immediata visualizzazione, anche da remoto, dei dati principali dei fascicoli, nonché delle udienze e delle scadenze», spiega ancora Gatti.
La ricerca di mercato ha anche messo in evidenza i reali vantaggi che gli intervistati si aspettavano dall’adozione di Saas: la riduzione dei costi connessi all’acquisto del Software e delle Infrastrutture (23%), la possibilità di accedere/lavorare in remoto (17%), la garanzia di aggiornamenti continui (16%).