I professionisti puntano sul centrodestra

Il 58% degli interpellati promuove l’azione dell’esecutivo. E il 70% ritiene Prodi inadeguato

Gian Maria De Francesco

da Roma

Il mondo dei professionisti ha confermato la propria fiducia alla Casa delle libertà. È quanto emerge da un sondaggio Ipsos-Cise pubblicato ieri da Il sole-24 ore nel quale si rileva che il 47% degli elettori che fanno parte delle categorie iscritte agli albi professionali (medici, avvocati, ingegneri, architetti, ma anche giornalisti, infermieri e geometri) intende votare la Cdl il 9 e il 10 aprile.
Come sottolinea il quotidiano confindustriale si tratta di una conferma, giacché il 54% degli intervistati ha espresso la propria preferenza per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi anche nel 2001. Ma al tempo stesso si può parlare di un risultato significativo in un periodo nel quale i sondaggi, pur testimoniando il recupero della Cdl, vengono spesso interpretati, soprattutto dal centrosinistra, come un segnale della sfiducia della middle class nei confronti dell’attuale maggioranza di governo. E, invece, il sondaggio del Sole ha delineato un quadro totalmente differente: il 58% dei professionisti ha espresso un giudizio positivo sull’operato del governo Berlusconi, mentre il 70% ha scarsa fiducia nelle capacità del centrosinistra di reggere il timone del Paese qualora vincesse le elezioni. E solo il 24% del campione si è dichiarato propenso a scegliere Prodi & C. nell’urna.
Un altro dato da mettere in evidenza è la valutazione positiva (il 55% degli interpellati) della manovra finanziaria 2006. Allo stesso modo, il 67% si è dichiarato soddisfatto dell’andamento economico della propria attività. Il 31% è ottimista sul proprio futuro, mentre il 40% ritiene che nei prossimi tre anni il sistema-Italia andrà incontro a un miglioramento. L’esatto contrario del clima di sfiducia generalizzato che da più parti nell’Unione si vuole tratteggiare. Anzi, solo il 22% (composto per la maggior parte da elettori di centrosinistra) pensa che i problemi economici del Paese abbiano un’origine recente, mentre il 77% pensa che essi abbiano radici più profonde.
Il sondaggio pubblicato ieri fa coppia con quello reso noto due settimane fa dallo stesso giornale nel quale i risultati erano sostanzialmente analoghi, ma ad esprimersi erano gli industriali con una netta maggioranza (42% contro 29%) a favore del centrodestra. A differenza degli imprenditori, però, i professionisti hanno priorità diverse per il rilancio dell’economia. Il 37% del campione crede che sia necessario rafforzare il sistema del welfare anche a costo di pagare più tasse, mentre il 32% ritiene opportuno abbassare le aliquote a tutti i costi. Una risposta non sorprendente se si considera che molti professionisti hanno uno stretto rapporto (anche di natura economica) con la pubblica amministrazione. Ed è per questo motivo che il 92% considera l’inefficienza del settore pubblico una priorità da affrontare così come il 56% vuole una riforma radicale degli ordini professionali (anche se il 37% ha dichiarato di non conoscere la miniriforma di recente approvata). Un dato, comunque, è chiaro: c’è una maggioranza silenziosa che non vota per Prodi e per i suoi alleati, anzi li teme.