I profughi sbarcano, la Regione affonda nella solita figuraccia

Siamo alle solite. Parla un assessore e va in scena l’immancabile figuraccia della Regione Liguria. Specie quando si tratta di argomenti di interesse nazionale, gli amministratori scelti da Claudio Burlando per la sua giunta non sbagliano un colpo. Che si parli di spazzatura, trasporti, infrastrutture, lo scivolone è assicurato. Anche questa volta l’argomento è piuttosto quello dell’immigrazione clandestina e dell’ospitalità ai profughi. Terreno che dovrebbe essere assai agevole per la sinistra, ma che si dimostra ricco di insidie anche per chi, come l’assessore Lorena Rambaudi, cerca solitamente di mettere da parte le pregiudiziali ideologiche. Anzi, a dire la verità, stavolta l’ideologia l’aveva proprio dimenticata sotto l’ombrellone, al punto da arrivare a dire basta all’arrivo di immigrati in Liguria, almeno fino a metà settembre. D’estate, con i turisti, meglio mandarli da qualche altra parte. «Fino ad ora, la Liguria ha mantenuto gli impegni con il governo, accogliendo 547 profughi - ha detto ieri l’assessore alle Politiche sociali, Lorena Rambaudi - Altre Regioni, invece, non l’hanno fatto per cui chiediamo che si facciano carico degli ultimi profughi arrivati a Lampedusa, nel pieno rispetto del principio di perequazione posto alla base degli accordi presi a suo tempo in Conferenza Stato-Regioni». (...)