I promotori provano a battere la crisi

RomaVia libera dell’Europa al piano di ricapitalizzazione delle banche italiane, varato dal governo e ancora in attesa dei regolamenti attuativi. Secondo il commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, «il decreto di ricapitalizzazione fornisce strumenti efficaci per rafforzare la fiducia dei mercati, e soprattutto per finanziare l’economia reale in un momento di crisi, mantenendo allo stesso tempo le tutele per limitare le distorsioni della concorrenza». La Commissione ha anche approvato le modifiche al piano di salvataggio per le banche britanniche.
Bruxelles, nel comunicato, ricorda le linee-guida del provvedimento che permetterà «a tutte le banche fondamentalmente sane» di sottoscrivere strumenti di debito subordinato, per un ammontare complessivo fra i 15 e i 20 miliardi di euro, che verranno contabilizzati come capitale «tier 1». La dotazione di capitale sarà limitata al 2% del valore delle attività totali ponderate per il rischio e, in linea di massima, entro un livello dell’8% del capitale «tier 1». L’effetto distorsivo della concorrenza, osserva ancora la nota della Kroes, «è ridotto al minimo da diverse condizioni di remunerazione». Inoltre, per incentivare le banche a riscattare la partecipazione una volta conclusa la crisi, si prevede un prezzo di riscatto più elevato del valore nominale, e crescente nel tempo.
Le condizioni di ricapitalizzazione sono infine legate a un codice etico all’interno delle banche richiedenti, e alla remunerazione dei manager di vertice. Spetterà a Bankitalia il monitoraggio dell’uso dei fondi, ma il tutto sarà anche sottoposto alla supervisione del Parlamento. In conclusione, le misure vengono giudicate «opportunamente strutturate» dalla Commissione, e saranno limitate nel tempo: ogni sei mesi le autorità italiane presenteranno un rapporto alla Ue, ed eventuali proroghe dovranno essere concordate tra Roma e Bruxelles. L’approvazione europea del piano «salvabanche» rappresenta l’ultimo passaggio formale prima del varo dei regolamenti attuativi del provvedimento. A questo punto, non dovrebbe mancare molto, ed è possibile che il ministero dell’Economia concluda il suo lavoro entro fine mese.
Le banche devono riprendere a fare il loro lavoro. E il sistema finanziario mondial «deve essere ricostruito, ripartire dalle radici, che sono le banche», osserva Lorenzo Renzo Bini Smaghi, membro italiano del board esecutivo della Banca centrale europea. Bini Smaghi osserva inoltre che gli spread, rispetto ai tassi Bce, continuano a restare troppo alti.