I provvedimenti della manovra: dai tagli agli enti alle pensioni

Il testo è in corso di bollinatura
per recepire le modifiche fatte ancora ieri in Consiglio dei
ministri poi andrà al Quirinale e domani, da mezzanotte, sarà
in Gazzetta Ufficiale. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che la manovra si compone di tre parti:
i costi degli apparati burocratici e politici, lavoro sviluppo e
finanza pubblica

Roma - Dal taglio di Province e Comuni alla soppressione di tutti gli enti fino a 70 addetti, dalle misure per tutelare il lavoro agli incentivi per cedere i servizi pubblici. Più in generale, nella nuova manovra c’è l’applicazione anticipata di alcune norme per arrivare all’obiettivo di deficit-pil al 3,9% nel 2011. Il testo è in corso di bollinatura per recepire le modifiche fatte ancora ieri in Consiglio dei ministri poi andrà al Quirinale e domani, da mezzanotte, sarà in Gazzetta Ufficiale. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che la manovra si compone di tre parti: i costi degli apparati burocratici e politici, lavoro sviluppo e finanza pubblica. "Di solito quando si approva un decreto si chiede l’autorizzazione a porre la fiducia. Non l’abbiamo fatto pensando che il testo sia talmente serio da impegnare tutto il parlamento su un interesse generale - ha chiarito Tremonti - è stata una scelta saggia".

Tagli doppi ai parlamentari "Ho fatto tutto in coscienza per il bene del Paese", ha assicurato Tremonti. E il ministro della Semplificazione del programma Roberto Calderoli ha voluto porre l'accento sui sacrifici chiesti dal governo alla politica: "A livello dei parlamentari già c’è stato un intervento degli uffici di presidenza di Camera e Senato con la riduzione delle componenti accessorie. Noi siamo intervenuti rispetto all’indennità fissata dalla legge e abbiamo applicato ai parlamentari quanto previsto per i dipendenti del pubblico impiego raddoppiando l’entità dei tagli: 10 per cento tra 90 e 150mila euro e 20 per cento sopra i 150mila".

Tagli ai ministri per 6 miliardi Tremonti ha spiegato che la manovra prevede "tagli ai ministri di 6 miliardi, riducibili a 5 attraverso la reintroduzione della 'vecchia Robin' sul mondo della produzione dell’energia, ma ferma la bolletta delle famiglie". "Per gli enti locali - ha continuato il titolare del dicastero di via XX Settembre - sono previsti tagli per 6 miliardi riducibili verso 5 con il beneficio aggiuntivo della Robin Hood tax che pensiamo porti in tutto 2 miliardi".

Sforbiciata di Province e Comuni "Attualmente c’è un amministratore locale ogni 428 cittadini, un rapporto poco sostenibile". Con la manovra si passerà a un amministratore "ogni 1.100 cittadini e rotti". "Non condivido la strada della soppressione completa delle Province - ha fatto sapere Calderoli - l’unica strada sarebbe quella costituzionale". Il governo ha previsto la soppressione delle province che non raggiungono o i 300mila abitanti o i 3mila km quadri di superficie. Ma il punto riferimento è il censimento che si farà in autunno. "Ora non abbiamo numeri certi ma per dare un’idea della dimensione taglio siamo tra le 29-35 province", ha spiegato il ministro leghista ricordando che per le province che rimarranno ci sarà un taglio del 50 per cento per consiglieri ed assessori.

La diminuzione dei consiglieri regionali La manovra economica approvata dal governo prevede che le Regioni debbano ridurre i consiglieri del 20 per cento, passando da un numero complessivo di 775 consiglieri a 610.E' inoltre prevista la riduzione degli assessori e degli stipendi e l’istituzioni dei revisori dei conti anche per le Regioni. Alla fine del processo, ha aggiunto il ministro Calderoli, si passerà da "un rapporto tra popolazione e rappresentanti di uno ogni 428 cittadini, poco sostenibile, a uno ogni 1.100 cerca".

La cessione dei servizi pubblici La parte di sviluppo della manovra è fatta dalla parte sul lavoro, le professioni e la riforma dei servizi pubblici locali. "Nel patto di stabilità c’è un disincentivo-incentivo a mettere sul mercato le aziende locali - ha spiegato Tremonti - pensiamo che il meccanismo possa funzionare".

Contributo di solidarietà per tre anni Il prelievo sui redditi medio-alti (il 5 per cento sopra ai 90mila euro di reddito e il 10 per cento dai 150 mila in su) avrà la durata di tre anni, e avrà effetto a partire dal 2011. Sarà dunque esteso anche ai privati quello già stabilito per i dipendenti pubblici. Tremonti ha spiegato che il contributo è deducibile dal reddito.

Le misure per tutelare il lavoro "La manovra definisce il reato di caporalato, cioè quella forma abusiva di intermediazione del mercato del lavoro", ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi spiegando che "la norma è stata mutuata da un disegno di legge dell’opposizione". Prevista anche "la limitazione abuso dei tirocini". Per quanto riguarda le professioni la manovra punta a "rafforzare la tutela del cliente e la concorrenza con elementi come la libertà di informazione alla clientela e la possibilità di derogare alle tariffe minime mediante accordi tra le parti. Le professioni non ordinistiche sono ulteriormente liberalizzate sulla base divieti di restrizione".

Stretta sui controlli fiscali Dall’inasprimento della lotta all’evasione fiscale, con le misure della nuova manovra, arriverà un miliardo di euro. Tremonti ha ricordato che "si abbassa la tracciabilità a 2.500 euro, vengono messe sanzioni forti per chi non lascia ricevuta o fattura, c’è la sanzione accessoria fino all’espulsione dagli ordini professionale". Prevista anche "una revisione degli studi di settore".

La crisi riguarda il pil dell'Eurozona "L’andamento della crisi accelera drammaticamente negli ultimi giorni - ha spiegato Tremonti - era prevedibile? Questo potrà essere oggetto di prossime riflessioni. Ma la crisi non riguarda solo il nostro paese ma una quota enorme del pil dell’Europa". "Se ci fossero gli eurobond non saremmo arrivati ad oggi: è fondamentale un maggior grado di consolidamento delle finanze pubbliche in Europa - ha spiegato il ministro dell’Economia - la soluzione maestra sarebbe stata quella degli Eurobond, sono convinto del modello proposto dal primo ministro del Lussemburgo e da me a livello internazionale. Siamo in attesa di sviluppi. Diversamente le complessità continuerebbero".