I pubblicitari: basta vallette al Festival una giornalista tv

Per un sondaggio all’Ariston è il momento di Maria Cuffaro del Tg3 e Paola Ferrari della Domenica Sportiva. «Darebbero autorevolezza»

da Roma

Basta con le soubrette, spazio alle belle e brave telegiornaliste come Maria Cuffaro del Tg3 o Paola Ferrari della Domenica sportiva al prossimo Festival di Sanremo. A reclamarlo sono gli sponsor italiani mentre impazza il totonomine su chi saranno le quattro vallette che affiancheranno Giorgio Panariello al Festival.
Da uno studio della rivista Marketing & Tv, compiuto su 50 investitori pubblicitari e centri media, emerge infatti che il 67 per cento preferirebbe ascoltare, tra un brano e l'altro, l'impostata e brillante voce di giornaliste come Cuffaro o Ferrari piuttosto che quelle stridule e tremule di giovani donne alla ribalta. Il 38 per cento delle preferenze va alla Ferrari «per la disinvoltura, la preparazione poliedrica e lo sguardo meraviglioso» insieme alla mediterranea Cuffaro, scelta per lo «stile forte e autorevole». Segue un 22 per cento per la coppia Federica Sciarelli (Chi l'ha visto?) e Bianca Berlinguer (Tg3). Come riserva (14 per cento) gli intervistati non disdegnano l'insolita accoppiata Maria Luisa Busi (Tg1)-Monica Gasparini di Studio Aperto.
Viene inoltre apprezzata l'idea di affidare loro il momento dell'apertura della serata (16 per cento). Non viene nemmeno esclusa la possibilità di ritagliare delle finestre informative in cui le telegiornaliste potrebbero tracciare la storia del Festival o spiegare come la kermesse viene vissuta all'estero, con collegamenti ad hoc (11 per cento). «Sarebbe interessante e non rallenterebbe il ritmo» ammette Lorenzo Marini, pubblicitario e scrittore. L'importanza dell'autorevolezza delle telegiornaliste è sottolineata dal 26 per cento degli interpellati. Come spiega Isabella Rota, Ceo del centro media Omd: «Oltre a garantire una maggiore qualità alla manifestazione, sarebbe la stessa figura della donna all'interno delle trasmissioni tv a fare un salto di qualità con un ruolo di primo piano».
Ma nelle risposte degli intervistati non viene sottovalutata nemmeno la sensibilità che permetterebbe alle giornaliste tv di presentare nel modo migliore l'anima e le caratteristiche specifiche di ogni canzone (19 per cento). Anche perché, come spiega il presidente di Audiradio, Felice Lioy: «Le vallette, le veline e tutte le ragazze che girano intorno al presentatore possono avere solo un ruolo di contorno, nulla più».
Inoltre questo cambiamento permetterebbe di affrontare l'attualità in modo più incisivo, quando accadono fatti di notevole importanza durante le esibizioni (16 per cento). A patto, come ammette Gianpietro Vigorelli, vice presidente e direttore creativo dell'agenzia pubblicitaria D'Adda Lorenzini Vigorelli, «che questa rincorsa verso la ricerca della qualità non snaturi quello che è lo spirito del festival che deve rimanere un momento di intrattenimento leggero, rendendolo più noioso». Infine sempre di più le telegiornaliste vengono viste come l'incarnazione ideale di intelligenza, bellezza e perfezione (14 per cento).